Siia: pressione alta anche nei bimbi, obesità sotto accusa

| 17/05/2010 11:47

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"L'ipertensione non è solo un problema dell'anziano, ma riguarda anche i più giovani". A mettere in guardia è Dario Manfellotto, direttore del Centro di fisiopatologia clinica e coordinatore scientifico dell'ospedale Fatebenefratelli di Roma, intervenuto oggi nella Capitale alla presentazione della campagna 'Cibo & Salute' della Croce Rossa italiana (Cri), dedicata al tema pressione alta.
"Anche i bambini e gli adolescenti possono essere interessati da questo disturbo", avverte l'esperto. Per questo sono importanti la prevenzione, l'informazione e il controllo. "Gli adulti - aggiunge Massimo Volpe, vicepresidente della Società italiana dell'ipertensione arteriosa (Siia) - dovrebbero sottoporsi a visite di controllo almeno una volta all'anno. Ma anche nei bambini, durante le visite pediatriche, è opportuno misurare la pressione arteriosa. Questo vale ancor di più per i bambini obesi, per quelli che intraprendono un'attività sportiva e nei casi in cui c'è familiarità", precisa lo specialista.

"Uno studio recente condotto in Germania su quasi 18 mila bambini e ragazzi da 0 a 17 anni - continua Manfellotto - ha dimostrato che negli adolescenti, se si utilizzano come valori di riferimento quelli degli adulti, il 52,2% dei ragazzi e il 26,2% delle ragazze hanno valori di pressione superiori a quelli ottimali, mentre il 6% dei ragazzi e l'1,4% delle ragazze risultano già ipertesi. Andando a studiare, poi, i ragazzi in sovrappeso oppure obesi, si è registrata una clamorosa differenza di genere, con valori pressori superiori a quelli ottimali presenti nel 79% dei ragazzi obesi e soltanto nel 4% delle ragazze obese".
Fonte: Adnkronos