Milillo: sui certificati on line manovre correttive. Ma c’è sciacallaggio nei miei confronti. Cozza (cgil): urge un incontro con sindacati e categorie, altrimenti sarà un flop

Silvio Campione | 17/05/2010 20:10

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Giacomo Milillo è il segretario della Fimmg, la sigla che riunisce il maggior numero d’iscritti tra i medici di medicina generale. Tuttavia molte critiche arrivano al rappresentante della Federazione, anche tra gli stessi iscritti. In questi mesi, in particolare, Milillo è stato bersaglio di commenti, a volte piuttosto feroci, sulla questione dei certificati on line. Ma il segretario della Fimmg non ci sta.
 

Sui medici si sta per abbattere la scure dei certificati di malattia on line. C’è molta preoccupazione nella categoria
È un dato di fatto: quando c’è un’innovazione si determina una differenza che può creare disagio. Ma è fisiologico e accade in qualunque settore, non solo il nostro. E’ accaduto lo stesso con il certificato d’invalidità che adesso però sta funzionando a pieno regime senza grandi disagi per i colleghi medici. L’innovazione, dicevo, porta sempre a incognite: tuttavia tengo a sottolineare che le procedure anche con i certificati di malattia saranno altrettanto semplici, al pari di quelli d’invalidità: basterà un click e il certificato sarà inviato a destinazione.
Sarà, ma intanto già appaiono evidenti le prime criticità
Ci sono, in effetti, e le stiamo affrontando con il ministero e con le altre sigle. Che, dopo un primo momento di incertezza, hanno avviato con spirito di collaborazione un dialogo costruttivo col ministero. Voglio comunque ricordare a tutti che la questione della certificazione telematica non è il frutto di una contrattazione ma è stata imposta da una norma di legge ben precisa fin dal 2004. Voglio anche aggiungere che Brunetta è anch’egli disponibile con la categoria, come dimostrano alcune circolari correttive che in pratica hanno accolto le nostre richieste.
Ma c’è anche il problema delle sanzioni che sono molto severe
Le sanzioni scatteranno solo quando ci sarà un comportamento palesemente doloso da parte del medico. Se non fa il certificato on line pur avendone le possibilità tecniche e pratiche, allora in quel caso la sanzione sarà giustificata.
Sì, ma come la mettiamo con le difficoltà tecniche, che anche lei ha tirato in ballo?
In questo caso il medico non può essere esposto a sanzioni di nessun tipo. Il pc in caso di errore o di impossibilità memorizza sempre il percorso fatto da un file, quindi tutto è facilmente dimostrabile. Comunque stiamo lavorando anche su questo fronte.
E per quanto riguarda i costi informatici?
Qui il problema diventa più vasto. Certo, non possiamo chiedere rimborsi su tutto. Ma c’è un dato incontrovertibile rappresentato dai costi delle forniture telematiche, come pc, toner, servizi di connessione, manutenzione.
Avete fatto una stima dei costi?
Certo. Le abbiamo valutate in circa 2500 euro l’anno avvalendosi della consulenza di società specializzate. Il costo maggiore è rappresentato senza dubbio dalla connettività e dall’assistenza tecnica per la linea. Ma anche su questo stiamo lavorando per raggiungere un accordo soddisfacente per la categoria.
Ci sarà una fase di sperimentazione sul campo?
Ci sarà un collaudo finale che sarà effettuato dai sindacati e dai rappresentanti degli ordini professionali. Se non ci saranno le condizioni per poter partire, allora si rimanderà. E di questo al ministero sono perfettamente consapevoli.
Che cosa succederà con le visite domiciliari?
E’ una fase ancora allo studio. Si sta valutando la possibilità della trasmissione via palmare. E l’opportunità di inviare il certificato con un call center se ci sono problemi di connessione. Ma, ripeto, sono alternative ancora in fase di valutazione tecnica e nulla è stato deciso. Vorrei anche aggiungere un particolare.
Dica pure
Se i medici avessero deciso di fare opposizione all’introduzione dei certificati telematici, il pubblico, che invece vede di buon occhio questa novità, non avrebbe compreso tanto ostracismo e avrebbe semplicemente concluso che i medici non vogliono adeguarsi. Insomma la colpa sarebbe ricaduta sulla categoria con un grave danno per la nostra immagine. Capisco le preoccupazioni, che sono di tutti, nostre per primi, ma si tratta di una legge alla quale non possiamo opporci ma solo chiedere, come stiamo facendo, cambi di rotta.
Molti medici che seguono Dottnet non sembrano però molto teneri nei confronti della Fimmg.
Noi andiamo per la nostra strada certi di fare il meglio. L’interesse di altre sigle è di fare sciacallaggio nei miei confronti e del sindacato che rappresento con espressioni aggressive che rasentano il codice penale.
Intanto registriamo l’intervento della Cgil sulla nuova circolare di Brunetta pubblicata in Gazzetta:
La nuova circolare del Ministro Brunetta con le indicazioni operative per la trasmissione dei certificati di malattia on-line - la n.1 dell'11 marzo 2010, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.112 del 15 maggio 2010 - ''da sola e' insufficiente a far partire realmente tutto il sistema''. Così Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici che, insieme a Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp Cgil Medici di Medicina Generale, oltre alla circolare chiede un tavolo con i sindacati. ''Senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali mediche maggiormente rappresentative sia della dipendenza che della convenzionata - continua il sindacato - la trasmissione per via telematica'', la cui data ultima di avvio a regime e' fissata per il 19 luglio 2010, ''rischia di essere un flop''. ''Abbiamo sempre condiviso l'obiettivo dei certificati medici on-line'', precisano Cozza e Preiti, ''ed abbiamo apprezzato il recepimento delle nostre proteste'' rispetto alle sanzioni per i medici senza adeguate risorse e impossibilitati a documentare alcune patologie quali la cefalea. Adesso, però ''c'è bisogno di un coinvolgimento dei sindacati rappresentativi di tutti medici interessati, insieme alle Regioni, per poter risolvere tutte le gravi criticità'', afferma il sindacato indicandone alcune: dalla disinformazione alla mancanza delle adeguate risorse, dai problemi tecnici di software alla mancanza di linea Adsl. Per questo ''è necessario un tavolo di confronto a tre, governo, regioni ed organizzazioni sindacali'', concludono Cozza e Preiti, perché ''non vorremmo che tra due mesi una buona intenzione non si concretizzasse in gran parte del paese e che poi, sul banco degli imputati, fossero impropriamente messi i medici''.
Silvio Campione