Reflusso gastroesofageo non erosivo per 2 italiani su 10. Documento di consenso per cure ad hoc

Gastroenterologia | | 18/05/2010 10:27

Malattia da reflusso gastroesofageo non erosiva (Nerd): un nome complicato per un disturbo che colpisce due italiani su 10, con un forte impatto sociale ed economico. La patologia compromette infatti pesantemente la qualità di vita del paziente, colpendo non solo l'apparato digerente, ma spesso anche le vie respiratorie e talvolta il cuore. Per venire incontro alle esigenze di questi malati, i gastroenterologi hanno stabilito i punti principali di un documento di consenso che servirà a gestire più facilmente la malattia.
"Il documento di consenso - commenta in una nota Michele Cicala del Campus Bio Medico di Roma - ha lo scopo di fornire informazioni aggiornate ai medici di famiglia e, attraverso il sito web www.nerdnetwork.net, anche ai pazienti. Questo strumento è frutto di riunioni di esperti italiani sugli aspetti più controversi e sulle recenti scoperte nel campo della malattia da reflusso gastroesofageo non erosiva, caratterizzata da sintomi fastidiosi e a volte invalidanti, non accompagnati da lesioni visibili alla gastroscopia".

Il documento è stato elaborato dai 27 gastroenterologi coinvolti nel Nerd Network, un progetto nato con l'obiettivo di diffondere maggiori conoscenze sulla patologia identificando i bisogni terapeutici non soddisfatti e i fabbisogni formativi dei vari medici.
Gli esperti hanno selezionato 10 punti che riguardano molteplici aspetti della Nerd: dalla definizione della sindrome, alla sua epidemiologia, dalla fisiopatologia al trattamento. "In sintesi - spiega Fabio Pace, direttore della Gastroenterologia di Seriate (Bg) -è emerso che la Nerd ha un grande impatto epidemiologico, ma tende a essere sottovalutata dal medico di famiglia poiché, in assenza di lesioni endoscopiche, viene un po' considerata la 'cenerentola' della malattia da reflusso gastroesofageo. Al contrario, la Nerd richiede grande attenzione diagnostica e una valida terapia antisecretiva, come quella realizzabile con gli inibitori di pompa protonica di seconda generazione, per prevenire complicanze erosive e/o l'insorgenza di sintomi extra-esofagei e per migliorare la qualità di vita, spesso molto compromessa, in particolare quando esistono sintomi notturni".
Fonte: Adnkronos
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato