Ddl sul governo clinico: per il Pd è fermo. Replica Palumbo: non è vero, sarà in aula la prossima settimana

Silvio Campione | 19/05/2010 09:52

Il disegno di legge sul Governo clinico ''non è fermo solo per motivi economici ma anche perché il testo investe materie che sono riservate all'autonomia delle regioni, che hanno sempre visto malamente questo ddl''. E' quanto afferma il presidente della Fiaso, Giovanni Monchiero, che ha presentato al forum della Pubblica amministrazione. In sostanza, è la tesi del presidente Fiaso, ''ho l'impressione che le Regioni e le forze politiche più regionali abbiano approfittato del parere della Ragioneria dello Stato per bloccare il testo''. A questo punto, aggiunge Monchiero, ''ci vorrebbe un ripensamento complessivo del disegno di legge. Forse bisognerebbe approfittare della pausa per un miglioramento del testo''. Da oltre due anni questo Governo annuncia che nelle prossime settimane verrà approvata la legge sul rischio clinico, eppure questo provvedimento giace fermo e dimenticato nelle commissioni del Senato da un anno''.

 L'accusa arriva dai senatori del Pd della commissione Sanità, e dalla loro capogruppo Anna Finocchiaro, che hanno organizzato al Senato una conferenza per richiamare l'attenzione su questo problema. ''Si tratta di una legge, che se approvata - spiega Daniele Bosone - consentirebbe notevoli risparmi, perché calmiererebbe i costi delle assicurazioni, ridurrebbe i comportamenti inappropriati della medicina difensiva e i costi del sistema giudiziario, spesso impegnato da processi inutili''. Un provvedimento del genere è sempre più urgente, aggiungono Anna Finocchiaro e Fiorenza Bassoli, ''visto che negli ultimi 13 anni è triplicato il numero delle denunce per errori sanitari. Il 77% degli operatori adotta almeno un comportamento di medicina difensiva. E senz'altro il decreto approvato lo scorso marzo, che istituisce l'obbligo della conciliazione non basta, perché si tratta solo di una toppa''. Il ddl prevede tra le altre cose l'obbligo di assicurazione da responsabilità civile per le strutture sanitarie, la creazione di fondi di solidarietà per le vittime da alea terapeutica, la prescrizione al risarcimento in 5 anni e l'istituzione di unità di gestione del rischio in ogni struttura. Il provvedimento e' stato bloccato dalla commissione Bilancio del Senato, spiegano Bosone, Bassoli e Ignazio Marino. ''C'era stata una richiesta bipartisan per porre come termine degli emendamenti il 29 aprile 2009, ma dall'8 luglio scorso il provvedimento e' fermo. Tra l'altro sono stati accolti alcuni emendamenti condivisi, che consentirebbero un'approvazione veloce del ddl''. Immediata la replica del presidente della commissione Affari sociali, Giuseppe Palumbo (Pdl). ''Siamo riusciti a risolvere i rilievi che aveva sollevato la commissione Bilancio e la settimana prossima, al 99%, dovrebbe chiudersi l'iter del ddl sul governo clinico, in modo da farlo arrivare in Aula al più presto''. ''Abbiamo concluso il nostro lavoro con la commissione Bilancio. Verranno apportato alcune modifiche più che altro di carattere formale - chiarisce Palumbo - Abbiamo spiegato che la legge non comporterà alcuna spesa a carico dello Stato. Ritengo quindi che il provvedimento arriverà presto all'esame dell'Aula''.

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