Dalla Repubblica: Brunetta attacca medici e graffitari

Redazione DottNet | 21/09/2008 08:51

Renato Brunetta a tutto campo: ancora mazzate ai chirurghi, tra cui ci sarebbero «non pochi macellai», colpi decisi contro il sindacato a cui bisogna saper dire di no come ha fatto lui nella vicenda fannulloni («In luglio l´assenteismo per malattia è sceso quasi del 40% e in agosto si stima un calo tra il 40 e il 50%»), e infine l´annuncio di una nuova campagna, questa volta contro i graffiti.

«Ci siamo abituati a vivere in città sporche, maleodoranti e imbrattate. Non è solo un fatto estetico ma morale. Con Berlusconi abbiamo pensato a una strategia per prevenire ed educare, per tenere belle e decorose le nostre città». Il ministro della pubblica amministrazione ha parlato al convegno di Forza Italia di Cortina. Le sue violente parole sui chirurghi hanno spinto il ministro alla Sanità e al Welfare Maurizio Sacconi a diramare un comunicato per alleggerire il clima pesantissimo. Brunetta ieri ha fatto di nuovo riferimento all´esigenza della diffusione dei curricula e dei risultati dei chirurghi: «I macellai lavorano perché i concorsi per i primari negli ospedali, nella stragrande maggioranza, non sono trasparenti e non premiano i migliori». Rispondono con vigore Rodolfo Vincenti e Gianluigi Melotti, presidente e ex presidente della Associazione chirurghi ospedalieri, Acoi. «Questa operazione provocatoria sta delegittimando tutta la categoria. Vorremmo che un ministro della Repubblica, ancorché Brunetta, porti avanti queste denunce facendo nomi e cognomi dei "macellai" piuttosto che sparare nel mucchio. Così si smonta il servizio sanitario pubblico». Dalla Acoi annunciano una denuncia per diffamazione. Meno critico il Tribunale dei diritti del malato. «I toni di Brunetta non ci appartengono ma siamo d´accordo con l´idea del curriculum - dice la presidente Teresa Petrangolini - Invitiamo i professionisti a non offendersi e ad approfittare di questa occasione per studiare con noi un sistema di valutazione della qualità». Il presidente della federazione nazionale dei medici Amedeo Bianco ha inviato una lettera a Sacconi per chiedere di fermare «la spirale di parole inutilmente devastante» e ieri pomeriggio il ministro è intervenuto. Per difendere il collega: «Le dichiarazioni del ministro della Funzione Pubblica sono state fraintese. L´elevata competenza dei medici ospedalieri è la regola, i casi di incompetenza o negligenza sono l´eccezione. Una giusta trasparenza non deve dare luogo a una ingiustificata cultura del sospetto ma può essere la base per la selezione dei migliori, a partire dai concorsi».