Anmco, presidente è Scherillo: tra le priorità l’archivio casi clinici e il rapporto medico-paziente

Silvio Campione | 20/05/2010 18:57

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Per la prima volta un campano, (sabato prossimo 22 Maggio si terrà la cerimonia ufficiale a Firenze presso la sede nazionale dell’ANMCO.) per la prima volta un under sessanta. Marino Scherillo, 51 anni napoletano di nascita e sannita di adozione, è il nuovo presidente dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri. Il più giovane di tutti i tempi. Direttore del dipartimento di Cardioscienze, presso l'ospedale Rummo di Benevento, è il protagonista della svolta generazionale dell'associazione che, insieme alla omologa francese, occupa un posto di rilievo tra le società scientifiche europee.

 “Sono emozionato e anche tanto, ma intendo trasformare questo sentimento subito in operatività – si schermisce Scherillo, fresco di nomina e alle prese con telefonate di auguri e telegrammi di congratulazioni –. Ho un programma dei primi cento giorni che presto sottoporrò all'attenzione dei soci e intendo far partire immediatamente, insieme ai miei collaboratori”. Dopo mezzo secolo di vita l'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri ha visto aumentare le attività in cui è impegnata insieme al numero di iscritti, che oggi supera la cifra di cinquemila professionisti, mentre oltre quattrocento sono le unità coronariche coinvolte nelle attività.
“L’associazione si è assunta il compito di ottimizzare e standardizzare le cure cardiovascolari su tutto il territorio nazionale e di realizzare la rete cardiologica nazionale nelle sue diverse articolazioni, per il cardiopatico acuto, per il cardiopatico cronico, per la prevenzione – spiega il neo presidente -. Tra gli scopi vi è la salvaguardia dei principi etici e deontologici, la rappresentatività degli associati presso le istituzioni pubbliche, la individuazione di modelli di sviluppo delle competenze professionali, la diffusione di raccomandazioni e Linee Guida su aspetti rilevanti dell’area cardiovascolare”. Numerose le Campagne educazionali nazionali ed i Seminari di aggiornamento nazionali portati avanti negli anni e rivolti a specialisti Cardiologi, non Cardiologi, ai Medici di Medicina Generale. Molte le campagne che hanno coinvolto il personale Infermieristico e Tecnico ed altre figure professionali che operano in vari settori della Sanità. Ma è sul fronte delle nuove tecnologie che si gioca la partita più importante dell'associazione. Il sito web, recentemente rinnovato, rappresenta lo strumento con cui l’associazione e la sua fondazione dialogano con associati, medici, operatori sanitari e cittadini. Recentissima è la creazione di un archivio di “Casi clinici inusuali”, aperto alla discussione on line, cui possono contribuire medici e specialisti inviando via web casi clinici insoliti osservati. “Ogni cardiologo – dice Scherillo - può condividere con la comunità cardiologica il caso clinico che non ha saputo comprendere o che non è facilmente inquadrabile e nello stesso tempo ha a disposizione un archivio in cui cercare casi simili a quello osservato. Per ogni caso clinico viene attivato uno spazio di discussione on line in modo da costituire uno strumento di crescita e di formazione. Le finalità di ricerca di questa proposta sono evidenti: da un archivio di casi inusuali con caratteristiche simili è possibile ricercare le cause della loro diversità per scoprire nuovi meccanismi di malattia e di protezione e quindi nuovi potenziali bersagli terapeutici”. Mettere il paziente al centro dell'attenzione, sotto tutti i punti di vista, è sempre stato il chiodo fisso di questo professionista che dovrà dividersi tra Napoli, dove vive, Benevento, dove lavora e Firenze, sede nazionale dell'associazione. Da tempo all'ospedale Rummo si porta avanti un programma di “Buone prassi”. Le buone pratiche possono essere tante, dalla scheda terapeutica unica all'igiene della mani, dall'appropriatezza antibiotica al braccialetto identificativo del paziente. “Ma noi – confessa Marino Scherillo – pensiamo soprattutto al rapporto medico-paziente, sbilanciato spesso a favore dei medici. Le buone prassi fanno bene ai pazienti e ai camici bianchi. A volte un sorriso, uno sguardo comprensivo, un tono dolce aiutano a guarire quanto e più della medicina stessa”. Al Rummo, nell'orario di visita, c'è un rito a cui nessuno rinuncia. Da quindici anni, maestri e allievi del Conservatorio Nicola Sala di Benevento si recano a suonare il pianoforte donato dallo stesso Conservatorio. Il neo presidente lo ha già annunciato: “Rinuncio alla scrivania, ma alla musica no. A Firenze sarebbe bello trovare un pianoforte e... un pianista. La musica fa bene al cuore”.