Arrivano positivi risultati dalla terapia di prima linea per combattere cancro polmone

Adelaide Terracciano | 21/05/2010 13:31

Arrivano positivi risultati dalla terapia di prima linea per combattere la forma piu' comune di tumore al polmone, il carcinoma avanzato non a piccole cellule con positivita' alla mutazione dell'epidermal growth factor (Egfr), che rappresenta circa l'85% dei casi. Lo studio Ipass, reso noto dalla stessa azienda produttrice AstraZeneca, confrontando la terapia di prima linea a base di Gefitinib con la doppietta di farmaci chemioterapici, ha dimostrato un miglioramento della qualita' di vita nel sottogruppo di pazienti positivi alla mutazione, oltre alla gia' dimostrata maggiore sopravvivenza.

Il 70% dei pazienti trattati con Gefitinib, precisano i ricercatori, ha presentato un miglioramento della qualita' di vita, contro il 45% dei pazienti trattati con la chemioterapia (carboplatino e paclitaxel). Inoltre, un numero significativamente superiore di pazienti ha mostrato un miglioramento dei sintomi del tumore polmonare con Gefitinib rispetto alla doppietta chemioterapica del 76%, contro il 54%. ''Per la prima volta - ha commentato il direttore medico di AstraZeneca Italia, Raffaele Sabia - una terapia di prima linea per il tumore al polmone si e' dimostrata efficace nel migliorare sia il tempo di sopravvivenza libera da progressione, che i sintomi e la qualita' della vita, rispetto alla doppietta chemioterapica standard. Risultati di grande valore per la pratica clinica - ha concluso Sabia - che sottolineano l'importanza di eseguire i test per stabilire lo stato di mutazione dell'Egfr'', per lo sviluppo di nuove ''molecole innovative e selettive, in una logica di medicina personalizzata''.

 

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