Anaao, i tagli coinvolgeranno anche i medici: un peso insopportabile

Silvio Campione | 23/05/2010 10:09

Se le ipotesi di tagli anche per la sanità all'interno della manovra economica fossero confermate, i medici del Servizio Sanitario Nazionale sono pronti alla ''mobilitazione generale''. Lo annuncia l'Anaao-Assomed che ''segue con preoccupazione e la massima attenzione l'iter della manovra''. Le notizie che si susseguono sulla manovra al vaglio del governo ''sono preoccupanti se non inquietanti sia per i medici del Servizio sanitario nazionale che per gli utenti'' perché ''secondo le indiscrezioni i tagli riguarderebbero blocco dei contratti dei dipendenti pubblici fino al 2013; riduzione del 10% degli stipendi superiori a 75.000 euro lordi l'anno; il blocco del turnover; reintroduzione dei ticket e tagli all'Ssn; contributi di solidarietà sulle pensioni superiori a 3.500 euro; differimento del pensionamento di 6 mesi con chiusura di una finestra''

 ''Si prospettano quindi - spiega l'Anaao - pesanti ripercussioni economiche e contemporaneamente un drammatico peggioramento delle condizioni di lavoro, dei deficit sanitari delle Regioni condannate alla bancarotta, del diritto alla salute dei cittadini. Se le voci saranno confermate il peso della crisi finanziaria graverà su quelle stesse categorie che già sopportano il massimo carico fiscale e sui servizi fondamentali per i cittadini''. ''Il Servizio sanitario nazionale e i medici - conclude la nota - non possono sopportare ulteriori tagli, pena l'insostenibilità del sistema con riflessi sulle condizioni di lavoro e qualità delle cure e con un ulteriore peggioramento della sperequazione per i cittadini nella esigibilità del diritto alla salute''.
Inoltre, con l'ipotesi di istituire un ticket di 7,5 euro e 3 euro per gli esentati, ''si aggrava il carico economico sui cittadini, compresi quelli indigenti, compromettendo l'accesso all'assistenza, senza considerare che la messa in opera di un apparato dedicato ai controlli potrebbe costare di più degli introiti derivanti dai ticket, pari a qualche centinaia di milioni di euro'', aggiunge il vice segretario nazionale di Anaoo-Assomed Costantino Troise: ''E' un ulteriore balzello - spiega Troise - che costituisce un elemento di differenziazione tra le Regioni e frappone un nuovo ostacolo all'accesso alle visite specialistiche, molto spesso necessarie, che non costituiscono certo la parte più pesante del bilancio sanitario''. ''Stiamo cercando di capire qual è la platea dei medici tartassati, sicuramente la categoria più colpita nell'ambito del settore pubblico - aggiunge Troise - con ricadute sulla previdenza e valuteremo con le altre sigle sindacali il da farsi per portare avanti una risposta unitaria''. ''Il premier Berlusconi ha detto che non toccherà le tasche degli italiani - ha concluso - ma quelle dei camici sì. Non si sfugge all'ipotesi che la crisi possa costituire un alibi per fare altre manovre, come quella di finanziare il federalismo fiscale''. ''Il ticket è una misura che era stata già eliminata dal governo Prodi anche dietro nostra pressione'', incalza Stefano Cecconi, responsabile del Welfare della Cgil, aggiungendo che istituire un ticket per le visite specialistiche è un ''modo brutale da parte del governo di fare cassa ''. ''Abbiamo contestato anche solo l'annuncio di questo provvedimento - aggiunge Cecconi - che colpisce le persone che hanno più bisogno di cure e non è degno di un Paese civile''. Se il governo concentrasse la sua attenzione sul recupero degli sprechi, allora, secondo Cecconi, sarebbe possibile dialogare. ''Occorre controllare l'efficienza dei ricoveri e delle prestazioni specialistiche'', precisa l'esponente della Cgil perché ''esistono forti differenze non solo tra regione e regione ma anche tra Asl e Asl''. Nella spesa pubblica sanitaria occorre ''essere rigorosi e il governo deve soprattutto controllare rigidamente le strutture accreditate'', aggiunge Cecconi. Quanto alle misure previste dalla manovra economica per i medici dirigenti pubblici e in particolare per l'ipotesi di taglio del 10% degli stipendi oltre i 75mila euro, Massimo Cozza, segretario della Fp Cgil Medici, parla di ''taglio di un diritto contrattuale'', perché il contratto ''è stato sottoscritto con la parte pubblica e va rispettato''. Negativo il giudizio di Cozza anche sul blocco dei contratti e del turn over dei medici. Nei prossimi giorni, fa sapere la Cgil, sono previsti incontri con le altre sigle sindacali sui temi del welfare e della sanità.
 

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