Progranuline: proteina che lega cancro seno e demenza, studio italiano

| 24/05/2010 12:10

La distanza tra cancro al seno e demenza potrebbe essere piccola quanto una proteina. Si chiama progranulina, agisce come un fattore di crescita e ha un ruolo nella genesi dei tumori. Ma recenti ricerche hanno suggerito che mutazioni del suo gene possono causare anche una malattia neurodegenerativa, detta demenza frontotemporale familiare (Fftd). Per intercettare il dialogo che mette in comunicazione due malattie apparentemente tanto lontane fra loro, grazie al finanziamento delle Regione Lombardia l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) ha lanciato uno studio ad hoc. La conclusione della ricerca è prevista nel 2011.

Il gruppo di studio istituito da Onda è composto da Giuliano Binetti, Roberta Ghidoni e Luisa Benussi dell'Irccs Fatebenefratelli di Brescia; Emilio Trabucchi, Fabio Corsi ed Elena Piazza del Dipartimento chirurgico-onco gastroenterologico del Polo Universitario Luigi Sacco di Milano, e da Maria Antonietta Nosenzo di Onda. Il meccanismo attraverso cui la progranulina interviene nella patogenesi della demenza sembra essere, contrariamente a quanto accade nella genesi del tumore - spiega una nota - un ridotto livello di espressione della proteina stessa e quindi una perdita di funzione. Progranulina sembra quindi giocare un ruolo importante nella sopravvivenza neuronale a livello cerebrale.
"Lo studio delle progranuline nella demenza - spiega Binetti – è l'inizio di una nuova era: due patologie così diverse possono avere un linguaggio comune e potrebbero portare all'identificazione di meccanismi che dimostrino affinità etiopatogenetiche", sottolinea. Lo studio, precisa Nosenzo, prevede innanzitutto di "identificare le famiglie in cui sia presente un tratto di ereditarietà per disturbi cognitivi-comportamentali e/o forme tumorali, attraverso la somministrazione di questionari strutturati per la raccolta dell'anamnesi famigliare". Le indagini coinvolgeranno i pazienti con Fftd e malattie correlate del Fatebenefratelli di Brescia, e pazienti con carcinoma mammario del Sacco di Milano. "Si intende inoltre valutare il contributo di progranulina nel carcinoma mammario e nelle forme familiari di demenza - continua Nosenzo - e caratterizzare funzionalmente le mutazioni in progranulina identificate attraverso studi di biologia molecolare e cellulare, allo scopo di identificare meccanismi patogenetici comuni a demenza e cancro. Infine, si intende studiare il ruolo fisiologico di progranulina nella proliferazione cellulare, evento chiave nella patogenesi sia di cancro che di demenza".
Fonte: Adnkronos

 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato