Tumori alla laringe colpisce maggiormente lui, fumo incrementa il rischio

Otorinolaringoiatria | | 24/05/2010 12:56

I tumori della testa e del collo rappresentano il 20% delle neoplasie che colpiscono l'uomo, e un quarto di questi nasce nella laringe. Nel nostro Paese l'incidenza è più alta: in Italia, soprattutto nel Nord-Est, i casi sono più frequenti rispetto alla media mondiale. I più colpiti dal cancro alla laringe sono i maschi, ma nell'ultimo decennio anche tra le donne si èregistrato un leggero aumento. E' questo uno dei temi affrontati al 97esimo Congresso nazionale della Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale (Sioechcf), in corso a Riccione. "Il fattore principale tra quelli che determinano l'insorgenza dei tumori alla laringe - spiega Giuseppe Spriano, direttore di Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma e presidente nazionale dell'Associazione otorinolaringologi ospedalieri italiani (Aooi) - come per tutte le neoplasie della via respiratoria, è il fumo di sigaretta, che determina un rischio di ammalarsi 10 volte superiore. Anche l'alcool è un importante fattore di rischio e, se associato al fumo, ne potenzia la pericolosità".

Il tumore alla laringe riguarda la popolazione che va dai 60 ai 70 anni, ma qualche caso si registra anche tra i cinquantenni. Tra i principali sintomi con cui si manifesta sicuramente la disfonia, cioè l'abbassamento della voce che diventa rauca, è tra quelli più evidenti. "Difficoltà o dolore alla deglutizione, la tosse, e a volte la comparsa di tumefazioni al collo - aggiunge Spriano – rappresentano altre manifestazioni sintomatiche del problema". La diagnosi di sospetto tumore della laringe viene fatta dallo specialista otorinolaringoiatra con una visita accompagnata da una fibrolaringoscopia. "Si utilizza cioè uno strumento a fibre ottiche, sottile - illustra l'esperto - che, introdotto attraverso il naso nella gola del paziente, permette di vedere le corde vocali e le altre strutture della laringe. In caso di sospetto clinico, si effettuerà una biopsia". Ma dal cancro alla laringe si guarisce? "Come per molti tumori, questo dipende dallo stadio di malattia - avverte Spriano - e in uno stadio iniziale la guarigione si ottiene nel 90% dei casi. Ovviamente questa possibilità diminuisce al crescere dell'estensione del tumore.
Oggi globalmente siamo in grado di guarire circa il 60 % dei tumori della laringe". Per ciò che riguarda le cure, l'evoluzione terapeutica degli ultimi anni ha eliminato quasi totalmente l'intervento chirurgico. "Oltre all'impiego di radio e chemioterapia - spiega il presidente dell'Aooi - è stata la chirurgia endoscopica la vera svolta, cioè la possibilità, nei tumori poco estesi, dell'asportazione attraverso la bocca utilizzando il laser, e nei tumori di media grandezza la possibilità di effettuare delle laringectomie parziali, cioè di asportare solo una parte della laringe (metà o anche più) preservandone una parte al fine di ricostruire una 'piccola' laringe che permetta al paziente di parlare, respirare e deglutire normalmente".
Nonostante gli sviluppi della medicina, l'otorinolaringologo lancia però un messaggio forte a favore della prevenzione. "L'evoluzione di chirurgia, radioterapia e chemioterapia - riconosce Spriano - è stata importante e ha portato a miglioramenti terapeutici,ma questo è niente al confronto di quello che si potrebbe ottenere con la prevenzione primaria, cioè eliminando i fattori di rischio. Un esempio per tutto questo: se nessuno fumasse, invece di 100 tumori ve ne sarebbero solo 10".
Fonte: Adnkronos
 

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