No ai tagli alla Sanità: i medici non sono super manager. Federsalute lancia la carta etica dei valori

Sindacato | Silvio Campione | 26/05/2010 16:32

No ai tagli alla sanità e ai medici con le decurtazioni sugli stipendi e il blocco dei contratti. «Questi tagli avrebbero ricadute pesanti sulla possibilità di continuare a erogare l'attuale livello di prestazioni ai cittadini». Parola di Riccardo Cassi, presidente nazionale Cimo-Asmd, che precisa: «I medici non sono supermanager e non sono più disposti a subire ulteriori abbattimenti economici senza reagire». «I livelli retributivi per cui si ipotizzano tagli - spiega Cassi in una nota - vengono raggiunti lavorando oltre l'orario contrattuale per abbattere le liste di attesa e garantire assistenza ed emergenza 24 ore su 24, per 365 giorni l'anno o con l'indennità per chi ha scelto il rapporto esclusivo con il Servizio sanitario nazionale.

 Se i prelievi venissero confermati si tratterebbe del secondo annullamento da parte del Governo dei benefici di un contratto appena firmato negli ultimi tre anni, al quale si aggiungerebbe il blocco degli aumenti per il prossimo triennio». Per il numero uno della Cimo-Asmd, «la categoria dà già il suo contributo al bilancio dello Stato lavorando milioni di ore che non vengono pagate dalle Asl e dalle aziende. La Cimo-Asmd - aggiunge Cassi - si impegnerà affinché Governo e Parlamento tengano conto della peculiarità e delle condizioni del lavoro negli ospedali e nei presidi territoriali. Perché i medici - conclude - sono dirigenti solo di nome, in realtà professionisti impegnati nella tutela della salute dei cittadini».

Una manovra che sembra portare in sé la volontà «di smantellare il servizio sanitario pubblico, a tutto vantaggio dei privati. E così mentre il presidente statunitense Barack Obama procede, con la sua riforma, verso una sanità che sposa la direzione di quella italiana, l'Italia sceglie la strada opposta, calcando la linea americana». Ignazio Marino, senatore del Pd, cerca di tirar le somme sulla manovra che il Cdm si appresta a varare, «limitandomi a dare un giudizio - ci tiene a precisare - sulla base delle voci circolate in queste ore».  A preoccuparlo, in particolare, la sforbiciata al finanziamento del Fondo sanitario nazionale che potrebbe abbattersi sul bienno 2011-2012, «poiché il Ssn - fa notare all'Adnkronos Salute il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Ssn - ha bisogno naturalmente di quote di finanziamento aggiuntive, piuttosto che di tagli». Da ciò si evince, a detta dell'esponente Pd, «la volontà del Governo di impoverire la sanità pubblica, a favore di quella privata». Un obiettivo «tanto più grave alla luce della crisi economica che incalza, gravando inevitabilmente sui bilanci delle famiglie italiane. Che non a caso sono costrette - assicura Marino citando uno studio dell'Imperial College di Londra - a rivolgersi sempre più spesso al privato. Negli ultimi due anni l'ha fatto almeno una volta il 61% delle famiglie del Belpaese, contro appena il 10% di quelle britanniche».

La scelta sottesa di agevolare la sanità privata è, a detta di Marino, deducibile anche da un altro tassello di cui la manovra sembra essere sprovvista: «è sparita - spiega - la voce di spesa per l'ammodernamento delle strutture del Ssn. È un aspetto da non sottovalutare, considerando che il 60% degli ospedali che si dispiegano sul nostro territorio è stato edificato prima della seconda guerra mondiale. Si tratta dunque di una lacuna - incalza Marino - che fa temere uno smantellamento del servizio sanitario pubblico, visto che i cittadini saranno costretti a preferire strutture private a ospedali fatiscenti». Altro capitolo doloroso, secondo l'esponente Pd, i vari passaggi della manovra che sembrerebbero limare gli stipendi dei medici del Ssn, tra congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici, tagli alle retribuzioni dei dirigenti e blocco delle contrattazioni collettive. «Invece di premiare i camici bianchi che si adoperano per una sanità efficiente - afferma Marino - si finisce per bacchettare i medici del Ssn, oltre a impoverire strutture e cittadini, che rischiano, tra l'altro, di dover fare i conti con un superticket sulla specialistica». Infine, da parte dell'esponente del Pd, una raccomandazione: «Spero che il Governo - afferma - mantenga la decisione di bloccare l'utilizzo dei fondi Fas per ripianare i debiti sanitari nelle Regioni impegnate nei piani di rientro. Si tratta infatti di risorse strategiche, che vanno utilizzate nel pieno rispetto della loro reale destinazione, che è quella di dare linfa allo sviluppo economico in quelle aree del Paese che ne hanno un gran bisogno».

Intanto per tutelare i diritti dei cittadini, contro la crescita della corruzione e degli sprechi, Federsalute - la Federazione del settore sanità aderente a Confcommercio (13,500 imprese con oltre 100mila addetti - ha presentato  a Bologna la "Carta Etica dei Valori" e il "Manifesto" dell'associazione.

 La progettazione e la realizzazione di una Carta Etica da parte delle Associazioni confederate in Federsalute, fornitrici in tutto o in parte di beni e servizi al SSN, è una scelta meditata "che ha l'obiettivo - sottolineano i promotori - di conciliare l'insieme dei valori e dei comportamenti adeguati che volontariamente le sigle firmatarie del Manifesto hanno sottoscritto, con gli obiettivi economici delle imprese.

Parallelamente occorre favorire comportamenti etici anche nella Pubblica Amministrazione, la parte che riceve ed acquista i servizi ed i Dispositivi Medici". Le logiche e gli assetti organizzativi, le modalità delle prestazioni, i tipi di beni erogati, le modalità relazionali individuali, avranno come riferimento prioritario i bisogni di salute dei cittadini e i diritti della persona malata e con disabilità. Sulla base di questa scelta Federsalute si propone come interlocutore e anello di congiunzione positivo fra il Governo del SSN e delle Aziende sanitarie da un lato e dall'altro le aspettative dei cittadini, riconoscendone la rappresentanza collettiva alle associazioni di utenti. Il "Manifesto" di Federsalute analizza la situazione attuale e avanza proposte concrete di rilancio.

"Rilancio che trova il suo cardine nel superamento degli intralci burocratici, ancor più dannosi nell'attuale congiuntura economica negativa, che non risparmia neppure il mondo produttivo sanitario e chi vi opera, con grave danno alle persone con disabilità, ai malati ed anche agli investimenti e all'occupazione".

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