Caso Ritalin, il pm archivia

Farmaci | Redazione DottNet | 22/09/2008 16:39

 Una sempre maggiore attenzione del Ministero della Salute, delle Regioni, delle Ausl, e ancor prima del Parlamento, per nuovi provvedimenti di sostegno alle famiglie, che rispondano sia al principio di solidarietà, sia al principio di precauzione, nel senso che il ricorso alle terapie farmacologiche costituisca l''extrema ratio', alla quale ricorrere dopo accurate diagnosi e applicazione degli interventi psicopedagogici.

E' l'auspicio formulato dal Pm di Bologna Luigi Persico, nel provvedimento con cui ha chiuso definitivamente l'inchiesta sul Ritalin. Si tratta dello psicofarmaco usato sui ragazzi affetti dalla sindrome di Adhd, ovvero il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività. Persico ha chiesto l'archiviazione anche nella seconda tranche dell'indagine per Monica Pavan, portavoce dell'associazione Agap (amici di Paolo), che era indagata per esercizio abusivo della professione di medico. Per la prima parte dell'inchiesta (aperta dopo le polemiche sollevate dalle associazioni che si battono per la messa al bando del farmaco, ipotizzava un'attività di propaganda sull'uso del Ritalin nel corso di incontri e dibattiti avvenuti in alcune scuole elementari bolognesi) c'era già stata la settimana scorsa l'archiviazione definitiva da parte del Gip Marinella De Simone. Ora - proprio nella periodo in cui si svolge in tutta Europa la Settimana di attenzione per l'Adhd - la Procura ha deciso di chiudere la seconda indagine, che era nata da una telefonata (registrata e inserita sul sito internet dell'associazione 'Giù le mani dai bambini', tra le più attive nella battaglia contro l'utilizzo degli psicofarmaci sui minori) in cui la portavoce dell'Agap era stata contattata da un 'falso' genitore che chiedeva consigli per risolvere i problemi del figlio. 

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