Riscatto del servizio militare presso i fondi dell’Enpam

Previdenza | Giovanni Vezza | 28/05/2010 11:38

A differenza di quanto previsto nell’Assicurazione Generale Obbligatoria e nei regimi sostitutivi di essa (principalmente presso l’Inps e l’Inpdap), dove il riscatto del servizio militare o civile sostitutivo è gratuito (coperto da contribuzione figurativa), all’Enpam tale istituto ha carattere oneroso, prevede cioè il pagamento di una contribuzione di importo pari alla riserva matematica necessaria per la copertura assicurativa del periodo da riscattare.

Non si possono tuttavia paragonare fra loro regimi pensionistici diversi. Non si può quindi affermare, come sostengono alcuni iscritti, che il sistema previdenziale della Fondazione Enpam sia, per questo solo motivo, penalizzante. Tutti i cittadini restano uguali sotto il profilo della tutela assicurata, perché le differenze nel calcolo dei trattamenti pensionistici non sono arbitrarie, ma dipendono dal Fondo previdenziale dove si è iscritti e dalla normativa generale applicabile al singolo caso.

Nello specifico, l’Enpam, non godendo di finanziamenti pubblici, non prevede, salvo rarissime eccezioni, contribuzioni figurative, che ove esistenti dovrebbero essere poste necessariamente a carico dell’intera categoria; gli Enti previdenziali pubblici possono invece fruire di trasferimenti statali, che, nel caso del riscatto del servizio militare, vengono parzialmente finanziati dalla contribuzione trattenuta agli ufficiali di leva, la quale , fatta eccezione per i militari di carriera, non va a costituire una posizione previdenziale autonoma a nome dei singoli interessati.

Tra l’altro, con il venir meno dell’obbligatorietà del servizio di leva, le fattispecie delle quali si chiede una maggior tutela sono e saranno sempre più circoscritte all’ambito dei professionisti più anziani. Ferma restando la piena facoltà dell’Ente di rispondere positivamente alle aspettative dei richiedenti, si ritiene tuttavia che, nell’imminenza di una riforma strutturale, volta a garantire l’equilibrio trentennale delle gestioni e destinata a penalizzare soprattutto le ultime generazioni, le limitate risorse disponibili dovrebbero essere prioritariamente indirizzate proprio verso i nuovi iscritti.

Va infine sottolineato che il carattere oneroso del riscatto del servizio militare è stato specificamente approvato dai Comitati Consultivi delle gestioni e dagli organi istituzionali della Fondazione, all’atto dell’introduzione del nuovo istituto, avvenuta circa un decennio fa.

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