I farmacisti dovranno accollarsi l’onere del pay-back. Federfarma, pronti ad uno sciopero

Silvio Campione | 29/05/2010 16:18

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Meno sprechi negli acquisti, interventi sui farmaci e medici: sono le voci principali che riguardano la sanità i cui effetti sono ancora in corso di valutazione da parte degli addetti ai lavori. Queste, in schema le misure in parte annunciate ufficialmente in parte trapelate.

ASL - La centralizzazione regionale degli acquisti è prevista nella manovra, come lo era stata nella finanziaria precedente, ma questa volta sarà resa più cogente tramite disposizioni ministeriali e regionali, perché oggi non é pienamente implementata'', ha spiegato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Riguardo alle modalità, ovvero se sarà realizzata un'unica centrale a livello regionale, il ministro aggiunge che ''ci sono diversi modi di centralizzare, l'importante sarà non parcellizzare l'acquisto di beni e servizi''.

 

FARMACI - Gli interventi dovrebbero ricadere sia sui produttori che sulla distribuzione. L'Aifa, l'agenzia italiana del farmaci, elaborerà la lista dei prodotti che passeranno dalla distribuzione ospedaliera a quella in farmacia, un passaggio dal valore di 600 mln l'anno. Ma in questo modo scatterà il meccanismo del pay-back, cioè in caso di superamento del tetto di spesa i produttori, i grossisti e i farmacisti saranno chiamati a ripianare la differenza. Si prevede di recuperare altri 600 milioni con una migliore appropriatezza nelle prescrizioni per favorire l'uso dei generici. Ma a questa categoria di farmaci sarà anche imposto un taglio del 12,5%. Ai grossisti viene imposto un taglio del margine del 3,65%. Non chiare anche ai tecnici come funzionerà una delle misure sulla spesa in medicinali. Saranno rimborsati in classe A, per ogni categoria di equivalenti, solo 4 specialità di minor prezzo che vinceranno apposite gare: l'assistito pagherà la differenza fra il prodotto che costi di più e quello a minor prezzo.

MEDICI. Ai medici pubblici vedranno congelati i loro stipendi fino al 31 dicembre 2013. I sindacati calcolano una perdita di circa 280 euro mensili. Le retribuzioni oltre i 90.000 euro saranno tagliate del 5% e del 10% oltre i 130.000 euro. Taglio riguarderà il 50% dei medici a tempo determinato, e dell'80% per le consulenze. Previsto il blocco del turn over dell'80% dei medici dipendenti che andranno in pensione (sarà sostituito solo un medico su 5 che andranno in pensione). Possibili, secondo la Cgil Medici, effetti sui servizi come il pronto soccorso. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, su questo aspetto ha ammesso ''una certa preoccupazione'' da medico, annunciando verifiche per capire se questo inciderà sul servizio offerto ai cittadini.

"Le farmacie non intendono sottrarsi ai sacrifici che tutto il Paese è chiamato a sostenere per superare la crisi economica. Chiedono, però, che gli interventi siano equi e sostenibili. Invece le misure previste dalla manovra economica a carico del settore farmaceutico sono molto pesanti solo e quasi esclusivamente per le farmacie, che subiranno un danno stimato in circa 400 milioni di euro". Così Federfarma commenta, in una nota, le misure contenute in manovra e relative al proprio comparto.

"Il taglio del 3,65% del margine del grossista - puntualizza Federfarma soffermandosi su alcuni punti del provvedimento - è di fatto un costo che verrà sostenuto direttamente dalle farmacie. Ciò comporterà una riduzione qualitativa del servizio e la possibile chiusura di non meno di 2.000 farmacie che oggi distribuiscono il farmaco nelle aree più disagiate del Paese".

"Siamo pronti da tempo - prosegue la Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani - a presentare un progetto strutturale di diversa remunerazione della nostra attività, legata all'atto professionale e svincolata dal prezzo del farmaco, in grado di garantire risparmi, trasparenza e razionalità nell'utilizzo delle risorse". "Noi - assicura la presidente Annarosa Racca – come Federfarma siamo pronti ad indire lo stato di agitazione della categoria qualora non sia convocata per discutere di una più equa ripartizione dei sacrifici". A tal fine Federfarma ha chiesto di essere convocata dal Governo e dalla Conferenza delle Regioni.

Preoccupazioni ''giustificate le preoccupazioni per il futuro della filiera del farmaco, soprattutto per quanto riguarda i riflessi sull'occupazione''. Lo afferma la Federazione degli Ordini dei Farmacisti in una nota, sottolineando però che ''l'uscita da questa congiuntura non può essere cercata nella contrapposizione al Governo, che ha fatto propria la visione dell'evoluzione della farmacia come centro polifunzionale di servizi''. La crisi che ha dovuto fronteggiare il governo ''si è presentata nel momento in cui si stava mettendo mano a una riforma del ruolo della farmacia, alla sua integrazione nella rete assistenziale sul territorio''. Ma ''le difficoltà che oggi inevitabilmente si profilano discendono da una politica sindacale inadeguata, che non ha saputo cogliere il mutamento del settore e, in ultima analisi, di tutto il welfare, come invece aveva chiesto la Federazione'' dice il presidente della Federazione Andrea Mandelli. Bisogna spingere, allora, ''affinchè alla riforma del servizio farmaceutico, ora in discussione alla Commissione Sanità del Senato, siano apportate le integrazioni necessarie per la stabilità del sistema, ivi compresa una nuova forma di remunerazione''. ''Del resto - osserva Mandelli - l'onorario professionale sarà anche la chiave per remunerare i futuri servizi che le farmacie renderanno ai cittadini una volta che saranno emanati i decreti attuativi della Legge 69/2009''. Se la linea, sostenuta dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, è quella di spostare l'assistenza sul territorio, aggiunge il Segretario della Federazione Maurizio Pace, ''questo orientamento deve essere considerato dal ministero dell'Economia, evitando tagli che potrebbero destabilizzare il servizio farmaceutico''.