Protesta contro la manovra: il 4 riunione dei sindacati. Congelati gli stipendi dei medici, bloccate le attività negli ospedali

Silvio Campione | 31/05/2010 10:59

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Il prossimo venerdì, 4 giugno, i sindacati medici si riuniranno a Roma per decidere le forme di protesta contro la manovra economica. La categoria, che ha già indetto lo stato di agitazione, valuterà sulla base del testo definitivo, quali azioni adottare, senza escludere lo sciopero. I medici, come la dirigenza del pubblico impiego, subiranno tagli di stipendio e il dimezzamento dei contratti dei precari. Il dimezzamento dei medici precari nel pubblico impiego e la cancellazione dell'80% delle consulenze, in particolare metterebbe a rischio, secondo la Cgil-medici, il funzionamento dei pronto soccorso e il funzionamento dei servizi per l'emergenza e i pronto soccorso dove lavorano gran parte dei 12.000 medici precari A questo si aggiunge il blocco del turnover.

 I medici attendono ora un segnale per un ammorbidimento delle misure, speranza alimentata dalle dichiarazioni a caldo del ministro della Salute Ferruccio Fazio che il giorno dopo il via libera in Consiglio dei Ministri aveva spiegato,''come medico'' di avere alcune preoccupazione, annunciando alcune verifiche sugli effetti di questi tagli sul servizio.

Queste, in schema le misure in parte annunciate ufficialmente in parte trapelate.

ASL - La centralizzazione regionale degli acquisti è prevista nella manovra, come lo era stata nella finanziaria precedente, ma questa volta sarà resa più cogente tramite disposizioni ministeriali e regionali, perché oggi non é pienamente implementata'', ha spiegato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Riguardo alle modalità, ovvero se sarà realizzata un'unica centrale a livello regionale, il ministro aggiunge che ''ci sono diversi modi di centralizzare, l'importante sarà non parcellizzare l'acquisto di beni e servizi''.

MEDICI. Ai medici pubblici vedranno congelati i loro stipendi fino al 31 dicembre 2013. I sindacati calcolano una perdita di circa 280 euro mensili. Le retribuzioni oltre i 90.000 euro saranno tagliate del 5% e del 10% oltre i 130.000 euro. Taglio riguarderà il 50% dei medici a tempo determinato, e dell'80% per le consulenze. Previsto il blocco del turn over dell'80% dei medici dipendenti che andranno in pensione (sarà sostituito solo un medico su 5 che andranno in pensione). Possibili, secondo la Cgil Medici, effetti sui servizi come il pronto soccorso. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, su questo aspetto ha ammesso ''una certa preoccupazione'' da medico, annunciando verifiche per capire se questo inciderà sul servizio offerto ai cittadini.

SNAMI

È illusorio pensare che la manovra del Governo non coinvolgerà anche i servizi dedicati alla salute”. E’ l’allarme lanciato dal Presidente Nazionale del Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani (Snami), Angelo Testa, nel concludere il 29° Congresso Nazionale che si è tenuto a Palermo dal 27 al 29 maggio. Il Presidente non ha lasciato spazio a dubbi nell’affrontare le problematiche cui si dovrà far fronte nel difficile periodo che si prospetta all’orizzonte. “Controllare la quantità e la qualità dell’assistenza sarà il nostro primo obiettivo” ha ribadito con forza, spiegando “non vorremmo che, a forza di cure dimagranti, anche i livelli minimi di assistenza (Lea), inizino a perdere peso con una conseguente diminuzione delle prestazioni garantite”. Di qui le domande che il Presidente si è posto, che non investono solo i medici, ma anche e soprattutto i cittadini: “Quale sarà il futuro per la sanità italiana? E i medici di famiglia come potranno continuare a garantire lo standard attuale di assistenza?”.  “Secondo le ultime notizie apprese dalla stampa – ha avvertito il Presidente - ci potrebbero essere ulteriori penalizzazioni economiche retroattive, che andrebbero a mettere in discussione le contrattazioni decentrate già firmate in questi ultimi mesi, perché la norma spiega e sancisce che nessun operatore sanitario può avere un aumento di stipendio rispetto al 2009. Sono a rischio, dunque, gli ultimi aumenti già accordati”. Di qui le proposte avanzate dal Presidente del Sindacato: “Eliminiamo prima le innumerevoli consulenze e le esternalizzazioni messe in atto dalle Regioni e dalle Aziende Sanitarie. Ottimizziamo l’uso delle strutture già presenti, così da evitare ulteriori spese per attuarne altre, per poi abbandonarle. Controlliamo i bandi delle gare d’appalto nelle Asl e domandiamoci per quale motivo le spese giornaliere di degenza per le strutture pubbliche superano di gran lunga quelle delle cliniche private, anche le più costose” Lo Snami vigilerà affinché i tagli siano equi e soprattutto mirati”, ha assicurato Testa.

SMI

“Una manovra insufficiente e inadeguata, nel resto d’Europa si discute di innalzare l’età pensionabile e di ridurre gli sprechi nell’amministrazione pubblica, in Italia, invece, si prevedono solo interventi tampone che, oltretutto, danneggiano i cittadini e mortificano i medici e il Ssn”. Questo il duro giudizio di Salvo Calì, segretario generale dello Sindacato dei Medici Italiani (Smi), sulla manovra economica presentata dal Governo.  Per lo Smi quanto proposto dall’Esecutivo rischia di essere solo un’operazione dettata dall’emergenza e dalle pressioni internazionali, mancano però le tanto auspicate riforme strutturali in sanità di cui l’Italia ha assoluto bisogno. “Se non si risolve il nodo dell’invecchiamento della popolazione e la mutata domanda di salute – ha continuato il segretario generale dello Smi – e la conseguente e necessaria riorganizzazione delle cure primarie e dei servizi sanitari, non si arriverà mai ad un vero risparmio nella spesa del settore. Purtroppo, fino ad ora, questa è stata una vera chimera, nonostante i continui annunci di prossime “rivoluzioni nella medicina generale” (con quali risorse, ci chiediamo ancora una volta) o le promesse di modernizzazione e “potenziamento del territorio” del ministro di turno, non ultimo Fazio. Allo stesso modo, sarà impossibile avviare una politica corretta di contenimento e di razionalizzazione dei costi se non si riformano i meccanismi di governo del Ssn, viste le ingerenze della Politica e le degenerazioni del regionalismo italiano. Attendiamo da anni invano una nuova legge sulla governance, sul governo clinico delle Asl per dare una soluzione definitiva al problema e, invece, dobbiamo subire dei tagli iniqui, oltretutto ad una categoria che ha ben poche responsabilità nei buchi di bilanci delle regioni”.  “In questo modo il Governo sta solo battendo cassa – ha concluso Calì - ma i disequilibri permangono e gli sprechi continueranno: fra qualche mese, quindi, assisteremo ad un’altra “manovra salasso”. Non tutto ciò che si sta facendo è sbagliato, ma manca una logica complessiva e latitano proposte di portata strutturale: l’innalzamento dell’età pensionabile, una modernizzazione e riorganizzazione del Ssn, una serrata lotta all’evasione fiscale, ma anche una riduzione della pressione tributaria, un taglio netto agli organismi ed enti pubblici inutili. Se non si aprirà un confronto con i medici non mancheremo di avviare una forte mobilitazione”.

FIMMG

 "Siamo molto preoccupati per le misure di contenimento della spesa che toccheranno da vicino la medicina generale". È quanto afferma il segretario nazionale della FIMMG, Giacomo Milillo. "Non vogliamo tirarci indietro di fronte ai sacrifici che, come tutti gli italiani, siamo tenuti a fare – prosegue Milillo - ma, per quanto ci è dato di conoscere da notizie non ancora ufficiali, il blocco senza possibilità di recupero delle procedure contrattuali e negoziali del personale per il triennio 2010-2012 (previsto dal comma 17 dell'Art. 9 inserito nel Capitolo III "Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidità e previdenza" della Manovra) e la riduzione dei finanziamenti (prevista dal comma 16 dello stesso Articolo) metterebbero a rischio il processo di sviluppo dell'Assistenza Primaria irrinunciabile per la razionalizzazione dell'impiego delle risorse nella tutela della salute e per la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale che con grande impegno e senso di responsabilità stiamo sostenendo da tempo". "Paradossalmente l'effetto di tale manovra potrebbe comportare un aumento dei costi – sottolinea Milillo - molte attività rimarrebbero in capo alle strutture ospedaliere impedendo di fatto il loro  trasferimento sul territorio per renderle più efficaci e meno onerose. Dobbiamo inoltre ricordare come una rilevante quota dei nostri  compensi non costituisce reddito, ma serve a finanziare i costi dell'attività (attrezzature, affitto e manutenzione degli  studi) e gli stipendi del del personale (collaboratori di studio, operatori sociosanitari e infermieri), che nessuna manovra è in grado di congelare".

AAROI-EMAC

Secondo il presidente dell'Aaroi-Emac Vincenzo Carpino, la manovra finanziaria, col blocco delle assunzioni ''inciderà pesantemente sull'organico del settore già deficitario. La crisi poi si evidenzierà maggiormente in Campania, Lazio, Sicilia, Calabria e Molise che già da 3,5 anni hanno bloccato le assunzioni per rientrare coi conti''. Col blocco del turn over, ha detto Carpino, i nuovi specializzati, finalmente arrivati a un numero sufficiente alle esigenze dopo anni di carenze, ''saranno impossibilitati ad esercitare perchè non potranno essere assunti. Inoltre la specializzazione sta perdendo appeal perchè - essendo svolta nel 98% dei casi intra moenia, nel pubblico, e senza indennità aggiuntive - risulta fortemente impegnativa, ma senza riconoscimenti economici per lo stress specifico legato a questa attività. Verranno a mancare - è il grido d'allarme lanciato da Carpino - delle figure importantissime, sia nella gestione delle emergenze e delle aree critiche: sono fortemente a rischio una parte dei 50mila interventi chirurgici che quotidianamente vengono effettuati negli ospedali italiani. E lo stesso discorso vale per gli infermieri dei reparti terapia intensiva. Ci si arriva a questo mestiere per passione, ma questa rischia di scemare per mancanza di riconoscimenti specifici. Tutto questo - ha detto infine il presidente Aaroi-Emac - aggraverà la già critica situazione delle liste di attesa, con forti disagi per i cittadini. La soluzione sta nell'introdurre premi ai migliori''.