Farmindustria, rischia norma su limiti a prescrizione medicinali equivalenti

Adelaide Terracciano | 01/06/2010 14:16

Nella manovra "c'è una norma che sostanzialmente non consentirebbe più di poter prescrivere una moltitudine di farmaci, perché si potrebbero prescrivere, per quelli fuori brevetto, i quattro meno costosi. E questo vuole dire consegnare le nostre imprese, il nostro sistema produttivo, il nostro 54% di export a indiani e cinesi". A dirlo è stato Sergio Dompé, presidente di Farmindustria, oggi a Roma a margine di un incontro sul tema dei trapianti d'organo.

Dompé si riferisce dunque alla norma che limita l'erogabilità in fascia A dei farmaci equivalenti alle sole quattro specialità a minor prezzo che 'vinceranno' apposite gare dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa): spetterà al paziente pagare la differenza per il prodotto che costa più di quello a minor prezzo. Proprio su questo punto "ci sono delle modifiche tecniche - ha proseguito Dompé - che non comportano costi e che vogliamo siano fatte perché altrimenti sarebbe una penalizzazione inutile". "E' un momento di grave difficoltà - ha rilevato - e non si può non essere solidali con il Governo. Il ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, in particolare, non può permettersi di arretrare nemmeno di un millimetro. Per noi però è motivo di amarezza il fatto che si continua a insistere su un settore importante per il Paese, che da nove anni ininterrottamente viene sottoposto a tagli. Ma con grande senso di sacrificio e di appartenenza al Paese accettiamo quello che è stato fatto", ha concluso il presidente di Farmindustria.

Fonte: Adnkronos

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