Più fondi pubblici per sperimentare farmaci antitumore

Oncologia | | 04/06/2010 16:11

Più fondi pubblici per sperimentare i nuovi farmaci anticancro: nonostante la crisi economica, per gli oncologi americani il governo federale deve aumentare i finanziamenti per i test, anzi raddoppiarli nei prossimi 5 anni. Gli esperti lo chiedono alla vigilia del congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (Asco), uno degli appuntamenti più attesi a livello mondiale per fare il punto sulle nuove cure antitumore. In programma fino a lunedì 7 giugno, il congresso è la vetrina internazionale delle novità in fatto di molecole e terapie in corso di sperimentazione. Numerose le aziende farmaceutiche che presentano i loro risultati e, tra queste, sono presenti molte nuove aziende biotech. ''Le sperimentazioni cliniche sono essenziali se vogliamo continuare a registrare progressi contro il cancro'', ha detto il presidente eletto dell'Asco, George Sledge.

''Finora abbiamo fatto progressi incredibili nella lotta a questa malattia - ha aggiunto - ed è vitale che la nazione impieghi maggiori risorse in questi programmi per continuare a registrare nuovi successi''. Un appello che, secondo l'oncologo Pier Franco Conte, dell'università di Modena e Reggio Emilia, è dettato molto probabilmente dai costi crescenti delle sperimentazioni cliniche: ''questi costi stanno diventando esorbitanti, con ripercussioni sul costo dei nuovi farmaci oncologici''. Si calcola per esempio, ha aggiunto, che ''negli ultimi 10 anni la spesa per I farmaci innovativi sia più che raddoppiata, fino a raggiungere il costo di 3.000-4.000 euro al mese per paziente. E' un trend che non può più essere sostenuto all'infinito''. Ad influire sui costi è, per esempio, la breve durata dei brevetti, compresa fra 10 e 20 anni: ''molto meno - ha rilevato - rispetto ai diritti di una canzonetta'', che sono di almeno 50 anni''. In Italia a incidere moltissimo sui costi è anche la documentazione richiesta: per esempio, spiega Conte, ''per condurre una sperimentazione in 100 centri è necessario che il comitato etico di ciascuno di essi dia un parere''. Negli Stati Uniti è invece sufficiente il parere di un solo comitato etico. ''In Italia qualche passo in avanti e' stato fatto'', ha aggiunto. Per esempio, utilizzando una quota dei guadagni delle aziende farmaceutiche, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sta finanziando numerosi progetti di sperimentazione pubblici. ''Ogni anno ne partono di nuovi, ma è difficile andare avanti perché i comitati etici applicano a questi studi pubblici le stesse regole previste per gli studi delle aziende farmaceutiche, senza considerare che le strutture pubbliche non sono in grado di sostenere gli stessi costi''. Ad aumentare le difficoltà c'è anche il fatto che ''gli studi pubblici non sono economicamente competitivi rispetto a quelli delle aziende private: queste ultima - spiega Conte - arrivano a pagare l'ospedale fra 10.000 e 20.000 euro per ciascun paziente arruolato nella sperimentazione, contro le poche centinaia di euro a paziente che può permettersi uno studio pubblico''.

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