Ue, sì ai limiti geografici per le farmacie

Redazione DottNet | 06/06/2010 09:51

sanità

La Corte di giustizia europea del Lussemburgo ritiene che possono essere stabiliti limiti geografici e demografici per dare le licenze per le farmacie, pur di assicurare un servizio adeguato anche in aree meno attraenti, come ad esempio quelle scarsamente popolate, insulari o di montagna. I giudici Ue si pronunciati su un caso della regione spagnola delle Asturie che può fare da scuola anche per altri tuttora pendenti davanti alla Corte, compreso cause simili sollevate dall'Italia. Nella sentenza, la Corte Ue sottolinea che i limiti demografici e geografici fissati dalla normativa delle per l'apertura di nuove farmacie costituiscono una restrizione alla libertà di stabilimento.

Ma la Corte precisa subito dopo che sono compatibili con il diritto dell'Unione, ''a condizione che possano essere strutturati in modo da non impedire, nelle zone con caratteristiche demografiche particolari, l'apertura di un numero sufficiente di farmacie che possa assicurare un servizio farmaceutico adeguato''. Le condizioni attinenti alla densità demografica e alla distanza minima tra le farmacie stabilite dal decreto delle Asturie, spiega la Corte nella sentenza, non si oppongono alla libertà di stabilimento, ''fintantoché le regole di base di 2.800 abitanti o di 250 metri non impediscono, in ogni zona geografica con caratteristiche demografiche particolari, l'apertura di un numero di farmacie sufficiente per assicurare un servizio farmaceutico adeguato, cosa che spetta al giudice nazionale verificare''.

"La nuova sentenza della Corte di Giustizia Europea ribadisce la compatibilità della regolamentazione del servizio farmaceutico nazionale con le norme sulla libertà di stabilimento sancite dal Trattato europeo". Lo dice in una nota la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi). "La pronuncia del giudice - spiega la Federazione - è intervenuta a proposito di un rinvio pregiudiziale del Tribunal Superior de Justicia de Asturias (Spagna) che nutriva dubbi sulla compatibilità della normativa spagnola, che prevede un criterio geodemografico, analogo a quello italiano, in base al quale è fissato un quorum di 2.800 abitanti per l'apertura di una nuova farmacia, con l'ulteriore requisito di una distanza minima di 250 metri tra una farmacia e l'altra". "La Corte ha ripetuto quanto sostenuto anche nella sentenza favorevole all'Italia rispetto alla titolarità riservata ai farmacisti - dice il presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi) Andrea Mandelli -. Queste norme sono effettivamente una limitazione della libertà di stabilimento, ma una limitazione proporzionata alla necessità di garantire l'accesso al farmaco e, di conseguenza, la tutela della salute in modo omogeneo sul territorio nazionale, evitando che le farmacie si concentrino nelle zone più favorevoli, lasciando sguarnite le aree disagiate".

I giudici hanno comunque rilevato che l'applicazione rigida di questi criteri può generare delle contraddizioni: in un'area rurale a bassa densità di popolazione il rispetto del quorum può portare alla presenza di una sola farmacia in un'area molto vasta; al contrario, rispettare il criterio della distanza in una zona molto popolosa (il centro di una metropoli, per esempio) può far sì che operi una sola farmacia in un quartiere con una popolazione molto superiore al quorum stesso. Tuttavia i giudici del Lussemburgo dicono che spetta al giudice nazionale vigilare che l'applicazione della norma generale, che prevede eccezioni per situazioni particolari, non contrasti con la sua finalità di garantire un accesso adeguato al farmaco da parte della popolazione.

"Bisogna sottolineare - aggiunge Mandelli - che l'indicazione della Corte va nella stessa direzione dei progetti di riforma del servizio farmaceutico italiano, attualmente all'esame della commissione Igiene e Sanità del Senato, che prevedono appunto la deroga dalla pianta organica per particolari situazioni". Per la Federazione, anche questa pronuncia è una conferma della validità dei principi che reggono l'organizzazione del servizio farmaceutico italiano, che già oggi è al primo posto nel gradimento dei cittadini, così come conferma la validità della visione del Ministero della salute che ha individuato nella farmacia uno dei perni dell'assistenza sul territorio.