Tumori, la sfida parte dalla ricostruzione delle mutazioni

Oncologia | Redazione DottNet | 07/06/2010 14:06

Ricostruire come in un film le mille ''facce molecolari'' che un tumore assume mentre cresce e a mano a mano che reagisce alle cure, accumulando mutazioni sempre nuove e diverse, come fossero fotogrammi: e' una delle nuove sfide nella lotta contro il cancro, confermata in pieno dal congresso della Societa' Americana di Oncologia Clinica (Asco) in corso a Chicago. ''Questo e' il primo congresso di oncologia nel quale questa strategia sta dando frutti e permette di immaginare un futuro sostenibile per i servizi sanitari'', ha detto Pier Franco Conte, dell'universita' di Modena e Reggio Emilia.

''Ormai - ha aggiunto - abbiamo farmaci registrati da anni e male, con risultati modesti''. Per esempio, per un farmaco utilizzato da tempo per curare il tumore del polmone, ''si e' capito solo adesso che e' estremamente efficace per I tumori del polmone che hanno la mutazione del gene Egfr, che corrispondono al 15% dei casi. Ci sono voluti 6-7 anni per capirlo''. In questa prospettiva e' nato, piu' o meno spontaneamente in tutto il mondo, una sorta di Progetto genoma dei tumori, alcuni rami del quale sono attivi anche in Italia. L'obiettivo e' costruire banche dati in cui immagazzinare tutto cio' che si scopre sulle mutazioni, ognuna delle quali puo' diventare un possibile bersaglio di future terapie. ''Stiamo organizzando una rete per le mutazioni del tumore del polmone'', ha detto l'oncologo Giorgio Scagliotti, dell'universita' di Torino. Quanto sia importante tenere d'occhio le mutazioni lo hanno confermato piu' studi presentati nel congresso dell'Asco. Per esempio, a soli tre anni dalla sua scoperta, un'alterazione genetica caratteristica di una forma di tumore del polmone che colpisce i non fumatori e' gia' diventata bersaglio di un potenziale farmaco che si sta sperimentando sull'uomo. Uno studio italiano, coordinato da Giuseppe Curigliano, dell'Istituto Europeodi Oncologia (Ieo) dimostra che nel 15% dei casi il tumore del seno cambia fisionomia dallo stadio primitivo fino allo sviluppo delle metastasi. ''Nella sua storia naturale il tumore puo' cambiare perche' nel processo di cancerogenesi si accumulano mutazioni che permettono al tumore di adattarsi all'ambiente e che ne aumentano la sopravvivenza'', ha spiegato. Secondo gli esperti la terapia dei tumori si prepara a un grande cambiamento: ''se fino a dieci anni fa si pensava alla terapia come a una maglietta che era la stessa per tutti, oggi le terapie su misura stanno diventando una realta'', ha osservato Curigliano. Ma non e' finita: secondo Conte ''se oggi abbiamo farmaci molto costosi che offrono un vantaggio a pochi pazienti, in futuro potremmo avere un vantaggio molto grande su un numero limitato di pazienti bene identificati''. Bisognera' pero' fare i conti con la possibilita' di realizzare effettivamente questa nuova realta' della terapia anticancro. Per esempio, secondo Conte ''attualmente non c'e' nessuna verifica sui test genetici, nel senso che non ci sono parametric per capire se un laboratorio e' validate o meno. A volte la risposta arriva dopo due mesi, anche per i test piu' semplici''.

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