Fazio: per la pandemia non accettiamo critiche: siamo stati lungimiranti

Medicina Generale | Redazione DottNet | 07/06/2010 14:08

Nella gestione dell'allarme pandemia da influenza A, "l'Italia non può essere criticata per avere fatto troppo". Quando si e' trattato di acquistare vaccini anti-H1N1, infatti, "ci siamo accorti che una copertura totale, come quella suggerita, era eccessiva". Lo afferma il ministro della Salute Ferruccio Fazio, all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, rispondendo ai giornalisti sulle accuse di scarsa trasparenza e conflitto di interessi mosse all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dalla rivista scientifica 'British Medical Journal' e da un rapporto che sarà discusso al Consiglio d'Europa.

 Fazio torna a sottolineare la lungimiranza del piano antipandemico italiano, possibile "grazie alle simulazioni eseguite dall'Istituto superiore di sanità, che ringrazio", sottolinea il ministro a margine dell'annuale 'Ieo Day', organizzato dall'Irccs diretto dall'ex ministro della Sanità Umberto Veronesi. Quanto alla linea seguita dall'Oms, e al conseguente comportamento dei vari Paesi, "tutti i governi hanno avuto indicazioni molto precise dall'Organizzazione mondiale della sanità - osserva Fazio - L'Oms ha un ruolo", le varie nazioni sono chiamate a seguire le sue indicazioni e, se le critiche mosse all'agenzia ginevrina saranno verificate, "ciò non riguarda evidentemente gli Stati", conclude il ministro 'Non c'è stato conflitto di interessi' , ma è avvenuto tutto 'nella totale trasparenza'. Pascal Soriot, direttore operativo di Roche Pharma, replica così all'articolo pubblicato sul British Medical Journal, che denuncia una gestione poco trasparente dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla pandemia di influenza A. Nell'articolo si sottolinea come gli esperti che hanno contribuito a redarre per l'Oms le linee guida sulla necessità di fare scorte di farmaci antivirali, avessero prima lavorato per le aziende produttrici, Roche e GlaxoSmithKline. 'Bisogna ricordare - afferma Soriot a margine del congresso della Società americana di oncologia medica (Asco), in corso a Chicago - che in questo settore, ma anche in altri campi come l'oncologia, il numero degli esperti e' limitato. E' prassi comune, da parte di aziende ma anche di Governi e altre istituzioni, rivolgersi agli stessi'. Secondo il numero uno della divisione Pharma di Roche, quindi 'può capitare che un esperto che ha lavorato per un'azienda farmaceutica, diventi poi consulente del l'Oms. L'importante è che questo avvenga nella massima trasparenza Gli esperti devono dichiarare se e per quale azienda hanno lavorato come consulenti, come è accaduto in questo caso. E' stato fatto tutto in totale trasparenza', ribadisce.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato