Cause di lavoro e previdenziali, niente applicazione automatica del bonus per processi troppo lunghi

Giovanni Vezza | 08/06/2010 15:32

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Con la sentenza della Cassazione n. 7559 del  29 marzo 2010, è stato deciso che nelle cause previdenziali e di lavoro che superano la “ragionevole durata”, stabilita recentemente da una direttiva europea, non può essere riconosciuto automaticamente il bonus economico di 2000 euro, volto a risarcire lavoratori e pensionati della durata troppo lunga dell’iter processuale. Infatti, in Italia non esiste un'applicazione automatica del beneficio, e quindi il giudice dovrà sempre valutare l’oggetto della causa e il ritardo nello svolgimento del processo. La Suprema Cortecon questa sentenza se da un lato non ha riconosciuto l'erogazione automatica del bonus previsto dalla Corte europea, dall'altro ha affermato un principio favorevole ai cittadini.

Infatti nella sentenza si legge :"I giudici europei hanno affermato che il bonus in questione deve essere riconosciuto nel caso in cui la controversia riveste una certa importanza ed ha, quindi, fatto un elenco esemplificativo, comprendente le cause di lavoro e previdenziali. Tuttavia, ciò non implica alcun automatismo, ma significa soltanto che dette cause, in considerazione della loro natura, è probabile che siano di una certa importanza. Questa valutazione rientra nella ponderazione del giudice del merito che deve rispettare il parametro sopra indicato, con la facoltà di apportare le deroghe giustificate dalle circostanze concrete della singola vicenda quali: l'entità della causa, il numero dei tribunali che hanno esaminato il caso, tutta la durata del procedimento ed il comportamento della parte istante". I giudici possono dunque attribuire una somma anche superiore rispetto al bonus "qualora riconoscano la causa di particolare rilevanza per la parte, senza che ciò comporti uno specifico obbligo di motivazione". L’orientamento è di particolare interesse anche per i medici e gli odontoiatri che intentino una causa nei confronti della Asl di appartenenza, nonché per quanti contestino l’operato in tema di pensioni del proprio Ente previdenziale.