Manovra, Fazio: rivedremo qualcosa. Ma le sigle confermano gli scioperi del 12 e 19 luglio. Anaao: inaspriremo le proteste se non ci sarà dietrofront

Silvio Campione | 09/06/2010 13:15

C’era anche il ministro della Salute Fazio al congresso Anaao di Silvi Marina. Al quale subito sono arrivate una serie di richieste da parte del sindacato e dei medici presenti all’evento: innanzitutto un impegno ed un intervento decisivi affinché in Parlamento la legge sia modificata con esclusione della sanità dal blocco del turnover, esclusione del SSN dal congelamento delle retribuzioni visto che i fondi aziendali sono finanziati dal CCNL e non comportano ulteriori uscite per l’amministrazione statale, esclusione del SSN dal campo di applicazione del comma 32 dell'art.9, per valorizzare competenze e meriti professionali a dispetto dell'ingerenza della politica, esclusione della sanità dalla riduzione della spesa per personale precario (che non può essere equiparato ai consulenti).

"Chiediamo attenzione e giusta considerazione nei confronti delle nostre rivendicazioni, al pari di quelle concesse ad altre categorie cui di certo non viene affidata la salute dei cittadini italiani. Vigileremo sull'iter dei lavori parlamentari affinché il testo venga modificato e nel frattempo porteremo avanti la nostra battaglia sindacale inasprendo, se necessario, il calendario di manifestazioni preannunciato". Fazio risponde con una serie di rassicurazioni: “Il governo è disponibile a rivedere parte della manovra economica per quello che riguarda la sanità ma a patto che il risultato finale sia invariato in termini di saldo”. Fazio alla platea di camici bianchi pronti a due giorni di sciopero si è detto a disposizione per un confronto su ''interventi migliorativi''. ''Sì alla lotta agli sprechi - ha sintetizzato il ministro riferendosi a cosa intende perseguire - no a tagli indiscriminati e no a tagli del personale''. Per questo ha invitato i medici a collaborare al confronto e ad avere fiducia nella possibilità di recuperare qualche cosa in sede di conversione del provvedimento in legge. ''Da medico mi trovo in grande difficoltà e capisco le ragioni di amarezza della categoria'', ha concluso il ministro.  Le promesse del ministro  però non bastano alla categoria. E così Anaao Assomed conferma le due giornate di sciopero nazionale decise contro la manovra economica per il 12 e 19 luglio prossimi e il sit-in davanti al Senato il 16 giugno insieme a tutte le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Ssn e invita i suoi iscritti ad ulteriori forme di protesta: rispetto tassativo dell'orario di lavoro, blocco degli straordinari, astensione da ogni attività che non faccia parte dei compiti istituzionali. "Non possiamo accettare - afferma il sindacato i categoria - che questo Governo tagli insieme alle risorse anche i diritti. Le conseguenze delle scelte contenute nella manovra si rifletteranno sui medici che vedranno fortemente penalizzate le condizioni di lavoro quotidiane, costretti dal blocco del turnover a svolgere turni massacranti, straordinari, festivi e reperibilità in eccesso. Ma stessa sorte toccherà ai cittadini a cui si offrirà un servizio pubblico sempre più povero. In gioco non c'è solo il rispetto di una categoria, ma la credibilità e affidabilità del sistema sanitario pubblico che rischia il collasso sotto il peso di scelte distruttive". La manovra economica è ''una improvvisa ma necessaria batosta'' contro una crisi che è più grave di quanto si creda'', ha subito replicato Fazio. ''Siamo in un tunnel da cui non si vede ancora l'uscita - ha detto il ministro ammettendo che - non è certo cosa succederà nel nostro Paese e in Europa. Tutti dovremo fare grandi sacrifici ma vi assicuro che l'impegno del presidente del Consiglio e del ministro dell'Economia è stato quello di evitare fortemente i tagli nella sanità. Purtroppo la manovra è stata necessaria ed urgente per affrontare la situazione del mercato. Io sono personalmente orgoglioso che l'Italia abbia un sistema sanitaria universale a governance pubblica e ho fatto passi importanti per rafforzarlo. Respingo che ci sia un attacco al servizio pubblico e assicuro che sarò sempre uno strenuo difensore di questo''.

Intanto il blocco dei contratti nel pubblico impiego, previsto dalla manovra finanziaria, comporterà minori spese per circa 6,5 miliardi, tra il 2011 e il 2012. La stima è contenuta nel rapporto semestrale dell'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni. In particolare, spiega la relazione, già nel primo anno della manovra si realizzeranno minori spese per 5,7 miliardi di euro (occorre sommare i risultati del 2010 a quelli del 2011) fino a giungere nel 2012 ad una minore spesa di poco superiore a 6,5 miliardi. Inoltre, sottolinea il rapporto dell'Aran, 'non può essere trascurato che l'attuale formulazione della manovra non sembra limitare gli effetti del risparmio alla mera sterilizzazione delle negoziazioni e dei sistemi di adeguamento retributivo per il personale non contrattualizzato fino all'anno 2012, poiché nel 2013 scatterebbe l'ulteriore vincolo alla crescita delle retribuzioni individuali, che non potranno superare quanto percepito nell'anno 2010. Si tratterebbe in tal caso - viene affermato - di un effetto a regime pari a 7 miliardi di euro'. Oltre a sottolineare la più alta dinamica retributiva del pubblico impiego rispetto al settore privato, con una crescita che soprattutto nell'ultimo biennio contrattuale è stata pari ai tassi di inflazione, il commissario dell'Aran, Antonio Naddeo, evidenzia che 'il blocco dei contratti comporterà minori spese per 6,5 miliardi di euro a regime e - rileva - realizzerà, insieme alle altre misure, una sostanziale parità delle curve di crescita retributiva tra pubblico e privato nel 2013'.

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