Malati cronici: la burocrazia è il vero ostacolo. Sud maglia nera per l’assistenza

Redazione DottNet | 10/06/2010 12:16

Cura del dolore, comfort e burocrazia, tre aspetti ''critici'' che confermano come il sistema sia ancora poco incentrato sulle esigenze dei pazienti. E' questo uno dei dati interessanti che emerge dal VI rapporto Audit Civico, promosso da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato presentato  a Roma. In particolare la burocrazia rappresenta ''il vero ostacolo per i diritti dei pazienti oncologici e dei cittadini con patologia cronica''. Il 23% delle Aziende infatti resta ancora ad un livello mediocre o scadente, e la situazione più critica è soprattutto al Sud, dove solo il 33% tra le strutture prese in esame raggiunge appena il livello discreto, mentre il 66% è classificata mediocre o addirittura pessima.

 Gli indicatori meno rispettati sono la semplificazione delle procedure per il rinnovo delle esenzioni per patologia (15 Aziende hanno punteggio 0) e quello relativo alle procedure per l'accesso al riconoscimento del diritto ai presidi, ausili e protesi. Riguardo invece al comfort, in oltre metà degli ospedali visitati sono stati rilevati segno di fatiscenza, trascuratezza e disattenzione, oltre che difficoltà a garantire un buon livello di manutenzione: nel 40% dei casi sono stati riscontrate richieste di intervento non soddisfatte dopo 15 giorni. In ogni caso il rapporto rivela che il comfort sia comunque ''sensibilmente migliorato''. Le stanze con più di 4 posti letto sono meno del 10%, quella prive di servizi igienici il 20%, e nell'83% degli ospedali è disponibile un Bancomat. Altro nodo critico, in particolare al Sud, è quello relativo alla cura del dolore. Le Aziende peggiori dal punto di vista della gestione del dolore rappresentano circa il 7% del totale delle Aziende partecipanti (12 su 82): si collocano soltanto al Centro, dove rappresentano il 23% delle Aziende, e al Sud, dove ben 40% delle Aziende partecipanti ha riporto un valore pessimo o scadente. C’è da segnalare un dato: migliora la sicurezza dei pazienti all'interno di ospedali e aziende ospedaliere, così come la sicurezza delle stesse strutture. Ma il Sud Italia resta il fanalino di coda, tra carenze relative alla sicurezza, difficoltà burocratiche di vario genere, tempi di attesa eccessivi e scarso comfort. Secondo il rapporto, infatti, le politiche della sicurezza sono diventate un punto di forza del sistema e oggi il 100% delle strutture adotta il documento di valutazione dei rischi. Non mancano però le criticità, come la mancata adozione di alcuni protocolli di aspirazione dei liquidi durante l'intervento chirurgico (nel 20% dei casi), o la mancata adozione delle linee guida relative alla prevenzione della ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all'interno del sito chirurgico. Riguardo invece alla sicurezza strutturale il Sud si conferma maglia nera. Mentre il 70% delle aziende del Nord e la metà di quelle del Centro si trovano nell'area dell'eccellenza, le strutture che si collocano nella mediocrità riguardano solo il Sud. L'indagine evidenzia, inoltre, che è in particolare nei Ser.T. che ''si annidano le aree peggiori rispetto al rischio strutturale, con spazi poco curati e con evidenti segni di fatiscenza''.

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