Diabete, si ammalano di più i giovani

| 10/06/2010 12:19

diabetologia medicina-generale

Il diabete in Italia è sempre più giovane: sono ormai poco più di 15mila i bambini fra 0 e 14 anni colpiti da diabete di tipo uno, quello appunto giovanile, e oltre 60.000 i giovani pazienti dai 15 ai 30 anni. Ogni 2 giorni si ammala un bimbo, uno su 10 e' figlio di migranti. Il diabete giovanile viene ormai diagnosticato ogni anno a circa 150 bimbi fra 0 e 14 anni, in un caso su 10 si tratta di figli di migranti che hanno assunto stili di vita occidentali. E' questo il nuovo volto della malattia in Italia che risulta dallo studio RIDI sui dati dei registri italiani sul diabete di tipo uno in collaborazione con i Servizi Diabetologici pediatrici, presentati durante il XXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia (Sid), a Padova dal 9 al 12 giugno.

Un volto quindi sempre più giovane, con conseguenze per la vita di un numero crescente di ragazzi e con costi diretti e indiretti che gli esperti non esitano a definire preoccupanti. Già oggi le cure per questi malati raggiunge il 10/15% delle spese complessive sanitarie. Negli ultimi 20 anni le nuove diagnosi sono passate da 9 a 14 casi ogni centomila abitanti, con un incremento del 3 per cento annuo. Alle stelle i costi del diabete: per ogni paziente si spendono ogni anno oltre 3300 euro. Cioè che preoccupa e' proprio l'aumento dell'incidenza, negli ultimi 20 anni, del diabete giovanile, passata da 9 a 14 casi ogni centomila abitanti. Forti le differenze geografiche: il rischio infatti è circa 4 volte superiore in Sardegna e circa doppio nella Provincia di Trento. Gli esperti rivelano anche che le nuove diagnosi di diabete di tipo uno riguardano in un caso su 10 figli di migranti. "Il miglioramento delle condizioni di igiene nei primi anni di vita possa aver reso i giovani più esposti alle malattie autoimmuni, tra cui il diabete tipo 1 - spiega Paolo Cavallo Perin, presidente SID - Nei figli di migranti questo effetto potrebbe essere ancor più dirompente, perché le abitudini alimentari drasticamente cambiate rispetto al Paese d'origine''. Il "colpevole" è da cercare in alcuni fattori e fra questi l'obesità: in Italia il 25-30 per cento dei bambini e degli adolescenti è sovrappeso od obeso. Una parte di responsabilità - prosegue Raffaella Buzzetti, docente di Endocrinologia all'Università "La Sapienza" di Roma - potrebbe averla anche il peso alla nascita: neonati di 4 chili ed oltre hanno un rischio aumentato di sviluppare il diabete tipo 1. Anche l'età della madre sembra importante: ogni incremento di 5 anni nell'età della madre al momento del parto, il rischio di diabete tipo 1 per il nascituro aumenta del 5%. Importanti i risvolti economici: 70.000 i ricoveri l'anno per diabete per complicanze quali ictus e infarto, retinopatia diabetica, insufficienza renale e amputazioni degli arti inferiori. Il diabete poi determina, a tutt'oggi, il 10-15% dei costi dell'assistenza sanitaria in Italia.