Sui certificati online lo Snami chiede l’intervento di tutte le forze. Manovra: under 40 a rischio occupazione

Silvio Campione | 10/06/2010 15:17

A pochi giorni dal termine del periodo di “doppio binario”, ovvero spedizione cartacea e online dei certificati di malattia, aumentano le polemiche. E soprattutto le preoccupazioni da parte dei medici per un  provvedimento che, come ammettono anche al ministero, stenta a decollare e i cui termini definitivi di avvio potrebbero subire un rinvio.  ”La legge Brunetta è una pessima legge per quasi tutti i medici, ed è un dato di fatto, la contestiamo, ma purtroppo allo stesso tempo la subiremo – afferma il presidente dello Snami Angelo Testa -. Chiediamo che sia fatta rispettare a tutti, perché sui carichi burocratici non siamo secondi a nessuno. Chiediamo che si attivino in tempo tutte quelle forze dello Stato, affinché come sempre non ci sia il solito caos degli ultimi giorni, com’è già avvenuto tutte le volte che una modifica legislativa delle norme ha stravolto l’attività di migliaia di medici”.

 

“Da nostre informazioni - conclude Testa - ci risulta che vi sia, in molte zone del paese, il totale disinteresse a quanto dovrà avvenire per le certificazioni on-line. Snami lo denuncia, ma tocca ad altri prendere provvedimenti”.

Si avvicina, dunque, la scadenza del 19 giugno, giorno in cui  i certificati medici, in caso di assenza per malattia dei lavoratori pubblici, dovranno essere inviati esclusivamente per via telematica. Si sta, infatti, per concludere, come detto, il periodo dei tre mesi di sperimentazione a doppio binario (cartaceo e telematico) cominciato dalla pubblicazione del Decreto sulla Gazzetta Ufficiale il 19 marzo scorso. Niente più cartaceo, dunque, ma solo spedizioni online. Al ministero ricordano, però, che dal 19 giugno entra in vigore il periodo di collaudo di un mese; ovvero in quei trenta giorni, che scadranno il 19 luglio, non ci saranno sanzioni per chi non adempierà alla normativa. E comunque, ribadiscono a Roma, il periodo di collaudo prevede che enti, regioni, sindacati e ordini, tutti insieme, potranno valutare se sarà il caso di rinviare le scadenze. “Anche perché la consegna dei Pin procede molto lentamente – confermano al Dipartimento per l’Innovazione del ministero guidato da Brunetta -. Anzi stiamo appunto cercando di velocizzare il sistema”.

 

La manovra

 

Intanto sulla categoria sta per abbattersi un’altra tegola: questa volta proviene dalla manovra finanziaria che di fatto blocca il turn-over dei dipendenti pubblici, tra cui i lavoratori della sanità, previsto fino al 2014 compreso. Un provvedimento che penalizzerà in particolare i più giovani, i cosiddetti under 40. Tanto che per dare voce ai 25mila medici under 40, appunto, di cui 7mila donne, e ai 7mila precari, il sindacato dei medici Anaao Assomed ha deciso di affidare loro un settore dell'associazione per strutturare un percorso che favorisca il ruolo, la presenza e l'attività degli iscritti più giovani all'interno del sindacato. A Silvi Marina (Teramo) i giovani intervenuti hanno centrato l'azione del 'coordinamento Anaao giovani' su tre temi fondamentali. Il primo è quello della formazione: ''è evidente un problema di qualità della formazione - precisa il sindacato - e, nei prossimi anni, anche di quantità di medici in Italia. La formazione, completamente affidata alle Università, rimane inadeguata, soprattutto dal punto di vista della pratica professionale''. L'altro tema centrale è il precariato: ''sempre più giovani medici - spiega il sindacato - vivono nell'incertezza lavorativa totale, con l'impossibilita' di programmare la propria vita e la propria carriera''. Ai giovani medici, inoltre, ''la manovra economica varata dal Governo ha riservato le sorprese più amare'': Anaao Assomed stima che saranno persi quasi 40mila euro in tre anni, e a fronte dei 30mila medici che andranno in pensione se ne potranno assumere solo 6mila. L'ultimo tema riguarda le problematiche dei giovani strutturati: una volta entrati nel Ssn, conclude il sindacato, i giovani medici affrontano quotidianamente difficoltà, dalla iniqua distribuzione dei carichi e ruoli di lavoro alla mancata crescita economico professionale, ''finendo con la totale incertezza legata al futuro previdenziale, in un mondo della medicina che va tingendosi di rosa''.

 

La risposta di Fazio

 

Intanto il ministro della Salute Ferruccio Fazio si dice pronto ad un confronto su possibili emendamenti alla manovra nella parte che riguarda la sanità a patto che il saldo economico resti invariato. Alle preoccupazioni dei medici riuniti nel Congresso nazionale dell’ Anaao-assomed assicura di condividere le preoccupazioni dei medici, che hanno confermato lo sciopero nazionale del 12 e del 19 luglio, annunciando anche altre forme di protesta. ''Sì alla lotta agli sprechi - ha sintetizzato il ministro - no a tagli indiscriminati e no a tagli del personale''. Ai camici bianchi Fazio ha rivolto precise rassicurazioni sulla ferma intenzione del governo di non volere danneggiare in nessun modo il servizio pubblico. ''Io sono personalmente orgoglioso che l'Italia abbia un sistema sanitario universale e a governance pubblica. Respingo che ci sia un attacco al servizio pubblico. Ma i calcoli che arrivano dal sindacato sono pesanti: secondo i medici, infatti l'assistenza potrebbe presto bloccarsi o quantomeno rallentare fortemente a causa del blocco del turn-over, ha spiegato Costantino Troise, candidato a diventare il prossimo segretario nazionale dell'Anaao. ''Se dobbiamo pagare - ha detto Troise - pagheremo, ma ci sono alcuni punti imprescindibili e su questi chiediamo l'intervento del governo. Il blocco del turn-over, in particolare comporterà il mancato ingresso di 156 mila lavoratori nella Sanità di cui 20 mila medici (sugli attuali 100 mila). La conseguenza, ha spiegato Troise, è che inevitabilmente si allungheranno le liste di attesa, in alcuni casi anche di mesi, per i cittadini. I medici inoltre avranno una perdita media di circa 4.200 euro l'anno”. ''Da medico mi trovo in grande difficoltà e capisco le ragioni di amarezza della categoria'' ha detto il ministro ai colleghi medici. Fazio non ha esitato a usare termini gravi per dimostrare la necessità di quella che ha definito ''una improvvisa ma necessaria batosta''. ''Siamo in un tunnel da cui non si vede ancora l'uscita'' ha rincarato. Il punto di incontro potrebbe essere rappresentato dall'intenzione di spingere quanto più possibile il piede sull'acceleratore della lotta agli sprechi, salvaguardando l'operatività del servizio sanitario che i sindacati dicono verrà compromesso fatalmente dai tagli al personale. Già dai prossimi giorni partiranno i contatti per un'analisi delle proposte con l'obbiettivo di far quadrare i conti indicati dall'economia''.

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