Confindustria, maggiore trasparenza sui disavanzi sanitari regionali

Adelaide Terracciano | 11/06/2010 12:55

Si è svolta presso la riunione plenaria della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, presieduta da Leoluca Orlando, l'audizione dei vertici di Assobiomedica l'associazione di Confindustria che riunisce le aziende del settore biomedicale. Il presidente, Angelo Fracassi, ha evidenziato la necessità di appropriatezza dei prodotti e di trasparenza dei prezzi, premettendo che il giusto sforzo di contenimento della spesa sanitaria non dovrebbe focalizzarsi su indiscriminati tagli nel settore dei dispositivi medici, senza valutare l'impatto a medio e lungo termine.
Fondamentale per Assobiomedica la riattivazione di un tavolo interministeriale con Regioni e Ministero, 'per giungere - si legge nella relazione portata in Commissione - a proposte concrete più soddisfacenti dei prezzi di riferimento in tema di contenimento e razionalizzazione della spesa, in acquisti di beni e servizi, trasparenza del mercato dei dispositivi medici, health technology assessment'.

In tema di prezzi, non si è potuto non far riferimento all'inchiesta, apparsa qualche settimana fa sul quotidiano la Repubblica, che rivelava l'abnorme diversità di prezzi per gli stessi prodotti biomedicali nelle diverse regioni italiane. 'L'articolo, ha sottolineato Fracassi, 'ha fatto emergere una problematica da noi gia' sollevata in tempi non sospetti senza per altro fornire un preciso quadro del fenomeno'. Per far fronte al problema , Assobiomedica da anni chiede con forza l'attivazione di un 'Osservatorio degli acquisti' presso gli uffici della Direzione Generale Farmaci e Dispositivi Medici del Ministero della Salute, per la raccolta delle informazioni, di fatto bloccato dalla mancata formalizzazione del parere finale della Conferenza Stato-Regioni. L'Osservatorio dovrebbe, come si legge nella relazione, 'registrare gli eventi di acquisto di dispositivi medici realizzati dalle aziende sanitarie pubbliche, analizzarne il contenuto senza ignorare gli aspetti della complessita' della fornitura e restituire al mercato uno strumento trasparente di conoscenza, di valutazione e di monitoraggio della spesa'.
'L'istituzione di un Osservatorio acquisti, nostra vecchia battaglia' ha spiegato Fracassi, 'e' necessaria per contenere oscillazione che, entro una certa misura, e parliamo del 5-10%, sono tollerabili e quasi fisiologiche. E ad esser monitorato deve essere non solo il prezzo troppo alto, ma anche quello troppo basso, a rischio di dumping'.
'Un Osservatorio di questo tipo', ha aggiunto Fracassi, 'farebbe risparmiare, moralizzerebbe il sistema, introdurrebbe un cambiamento effettivo'. Motivo di preoccupazione anche il ritardo dei pagamenti delle forniture di beni e servizi alle strutture sanitarie, una situazione che Assobiomedica definisce senza mezzi termini 'drammatica'. L'urgenza del problema si deduce dai numeri: nel 2009 il tempio medio di pagamento dei fornitori in Germania e Svizzera e' stato di 30 giorni, di 40 in Norvegia, 45 nel Regno Unito, 65 in Francia, 80 in Romania, 180 in Bulgaria, 220 nella Repubblica Ceca, 230 in Portogallo.
L'Italia con 259 giorni di ritardo e' seguita solo da Spagna e Grecia.
Fracassi ha stigmatizzato il ruolo della politica che 'entra a gamba tesa nel settore della sanità, mentre dovrebbe invece svolgere la funzione di controllo, non solo nel pubblico, ma anche nel privato. Sarebbe necessario', ha aggiunto, 'un rilancio del settore che apra le porte a innovazione e ricerca, prendendo esempio dagli Stati Uniti'.
'Quello che invece i piani di rientro stanno portando', ha osservato il vice presidente di Assobiomedica Silvio Gherardi, 'e' un deperimento della qualità de servizio, situazioni che non consentono di garantire quel minimo di assistenza. Non si può tagliare tanto per tagliare, per far rientrare il miliardo'.
'La Commissione, ha detto Orlando, accoglie positivamente l'invito dell'associazione alla contaminazione positiva da parte dell'apparato imprenditoriale, proiettato verso un miglioramento qualitativo della proposta anche attraverso investimenti su innovazione e ricerca. Questo atteggiamento positivo però, deve trovare un interlocutore capace di prestare ascolto nel Ministero e nelle Regioni. Condividiamo l'idea', ha concluso Orlando,'che l'Osservatorio possa essere strumento utile, in quanto nasce dall'esigenza di trasparenza in un settore particolarmente delicato come quello del diritto alla salute dei cittadini'.

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