Certificati on line, Milillo risponde a Troise dell’Anaao e lo Snami invia una lettera aperta alle Asl e agli Enti locali. Tutto pronto per lo sciopero del 12 lug

Sindacato | Silvio Campione | 11/06/2010 15:15

"Le recenti dichiarazioni del vicesegretario nazionale di Anaao-Assomed, Costantino Troise, che considera 'più comodo e veloce' per il cittadino appena dimesso dall'ospedale rivolgersi al medico di famiglia per ottenere il certificato di malattia, piuttosto che inviare il certificato online direttamente dall'ospedale o dal pronto soccorso, sono inaccettabili e ci sentiamo di respingerle sia come  medici di famiglia sia come cittadini".

E' quanto afferma il segretario della FIMMG, Giacomo Milillo. "La burocrazia rappresenta un problema di tutta la professione medica, non c'è una categoria meno esposta di un’altra - aggiugne Milillo - E' inevitabile che una certa quota non possa essere eliminata, ma ciascuno deve fare la sua parte. I medici di famiglia sono professionisti medici che, come tutti gli altri, si occupano in primo luogo dell'ascolto e della cura della persona. Nessuno può pensare di ridurli - prosegue Milillo – a un ruolo di operatori informatici per conto delle più diverse strutture sanitarie.  Invitiamo il collega Troise, che peraltro conosciamo e stimiamo sia come medico che come sindacalista, a riflettere anche sotto il profilo deontologico e giuridico sulla valenza delle sue affermazioni: il giudizio prognostico è di competenza del medico che ha effettuato la visita o la prestazione e la certificazione di malattia rappresenta un momento di assunzione di responsabilità, anche sotto il profilo legale, per ogni professionista. Siamo coscienti della improcrastinabilità del processo di modernizzazione del sistema - sottolinea Milillo - e stiamo favorendo in ogni sede i percorsi di automazione e deburocratizzazione, ma ciascuno deve fare la sua parte. Non possiamo più accettare di vedere un malato costretto a  rivolgersi, in condizione di particolare fragilità dopo le dimissioni da un reparto ospedaliero o da un pronto soccorso, al proprio medico di famiglia o alla postazione di guardia medica non per un consiglio, non per una visita, ma per un semplice invio telematico. La carenza di personale di segreteria – conclude Milillo - è un problema di tutto il Servizio sanitario, ma lo è in modo particolarmente drammatico nella medicina di famiglia".

La lettera dello Snami

Lo Snami ha inviato una lettera aperta di responsabili di Asl, aziende sanitarie, dirigenti e agli enti locali sui certificati online.  

“Premesso che l'obbligo della certificazione telematica, come chiaramente è indicato nel citato DM, è in vigore per tutti i medici dipendenti, convenzionati o liberi professionisti, come, del resto, riaffermato dalla circolare n. 1 del 11 marzo 2010 e circolare n.5 del 28 aprile 2010 del Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri a firma del Ministro On.le R. Brunetta – si legge nella missiva del sindacato – e constatato che  l’intero sistema di  trasmissione on-line dei certificati non potrà andare a regime, se, ai sensi del vigente ACN di Medicina Generale, la Regione e/o le AA.SS.LL., non avranno garantito e messo a disposizione dei medici interessati gli opportuni collegamenti tecnici  necessari per la trasmissione dei predetti certificati (art.59 bis comma 3 e 4 e art. 59 ter dell'A.C.N.) e che  per una corretta applicazione del DM, e in ottemperanza dello stesso, devono essere forniti di PIN tutti i medici dipendenti della AA.SS.LL. e i medici convenzionati di assistenza primaria, di pediatria di libera scelta, della medicina specialistica ed i medici di Continuità Assistenziale, che tutti i medici coinvolti dalla normativa in oggetto dovranno essere forniti di linea adeguata così come i Presidi di Continuità Assistenziale, i Distretti Sanitari e i Presidi Ospedalieri e che, sempre in forza del citato DM, di cui all’oggetto, la certificazione deve contenere segni e sintomi “direttamente constati o oggettivamente documentati”, per cui i Medici di Medicina Generale non possono trascrivere prognosi per malattie non direttamente constatate e/o oggettivamente documentate, né tanto meno sono tenuti ad essere reperibili, per la certificazione di malattia, al di fuori degli orari di studio, di notte, nei prefestivi, il sabato , la domenica e nei festivi”, lo Snami chiede “se, in forza del citato DM, ciascuno per quanto di competenza, hanno provveduto, prima di fornire di PIN tutti i medici dipendenti e convenzionati interessati, a fornire  i MMG di sistema informatico aziendale e/o regionale senza costi aggiuntivi per i medici (art. 59 bis comma 3 e 4 dell'A.C.N.) e se, sempre in forza del citato DM di cui all’oggetto, hanno provveduto a dotare i Presidi di Continuità Assistenziale, i Presidi Ospedalieri  e i Distretti Sanitari di opportune apparecchiature tecniche per il collegamento telematico, al fine della trasmissione dei certificati di malattia on line allo scopo di permettere a tutti i soggetti coinvolti dal D.M. suindicato di poter adempiere agli obblighi di legge”. “Tanto si rappresenta – conclude la lettera firmata da Angelo Testa - al fine di evitare discontinuità nell’assistenza ai cittadini, legate ad una non corretta applicazione della legge, di cui all’oggetto, e per non gravare i Medici di Medicina Generale di oneri tecnici ed economici a loro carico non previsti (vedi art. 59 bis comma 4 dell'A.C.N.), di compiti e di responsabilità medico – legali non di propria competenza, anche in considerazione del fatto che il termine ultimo di partenza del sistema è, come noto, la fine del prossimo mese di Luglio, periodo più che sufficiente, a giudizio della scrivente, per dotare tutto il sistema degli opportuni mezzi tecnici previsti dal DM di cui all’oggetto”. “Diversamente la scrivente si vedrà costretta, se del caso, a difendere gli interessi dei propri iscritti e a chiedere conto di eventuali omissioni non previste rispetto al citato DM nelle sedi opportune.  

Lo sciopero dei medici

Intanto i medici serrano le fila e  fanno fronte comune contro la manovra economica varata dal Governo. I  sindacati della dirigenza del Servizio sanitario nazionale si sono  dati, infatti, appuntamento mercoledì prossimo per una giornata di protesta  nazionale, con assemblee nei luoghi di lavoro e sit-in a Piazza Navona a Roma. Un 'antipasto' dello sciopero unitario di due giorni indetto  per il 12 e il 19 luglio. "Le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, sanitari e  amministrativi del Ssn - si legge in una nota dell'Intersindacale -  manifestano forti preoccupazioni per alcuni contenuti della manovra,  capaci di produrre conseguenze negative sui cittadini utenti del  Servizio sanitario nazionale ed effetti eccessivamente penalizzanti  sui professionisti della sanità, in particolare quelli più giovani". Le posizioni della categoria e il calendario delle proteste  saranno illustrate nella conferenza stampa in programma mercoledì alle 13 all'Hotel Nazionale (piazza Montecitorio). La nota è firmata da:  Anaao Assomed; Cimo-Asmd; Aaroi-Emac; Fp Cgil medici; Fvm; Fassid;  Fesmed; Anpo; Ascoti; Fials medici; Sds Snabi; Upi; Sinafo; Fedir  sanità; Sidirss.

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