Sui certificati online ancora problemi: lo Snami proclama lo stato di agitazione. Per i medici in primo piano i sostituti estivi e gli errori

Silvio Campione | 14/06/2010 16:47

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Lo Snami proclama lo stato di agitazione: il Segretario Nazionale Pasquale Orlando in rispetto di quanto deciso dal Congresso Nazionale del 29 Maggio, denuncia che la situazione sanitaria nazionale, in rapporto all'applicazione della normativa relativa alla certificazione on line non ha subito alcuna variazione, nonostante le criticità denunziate, come la mancata applicazione della legge che impone la contemporaneità dell’obbligo di certificare on line da parte di tutte le figure professionali interessate, la mancata convocazione per le modifiche relative alle incombenze extra sanitarie della certificazione, come la anagrafica del lavoratore e non ultima la problematica delle certificazioni domiciliari.

Orlando prende atto della incombente manovra finanziaria biennale che, oltre al contributo economico richiesto alla categoria, di fatto blocca la prossima trattativa per il rinnovo contrattuale. Il Segretario Orlando evidenzia la gravità della situazione se si considera che il contratto recentemente concluso (che ha visto lo SNAMI aderire con una posizione fortemente critica sul contenuto) era propedeutico al rinnovo per il prossimo quadriennio normativo, e rileva la forte penalizzazione economica che da ciò ne viene.

A questo punto, è facile evincere, dice ancora Orlando, del forte disagio che la manovra comporterà in termini, non solo economici, ma principalmente all’assistenza ai cittadini.

Conclude il Segretario Orlando esprimendo grande solidarietà ai colleghi del comparto della Dirigenza, anch'essi alle prese con problematiche altrettanto gravi, legate alla situazione economica e all'intervento della manovra finanziaria.

Per cui lo SNAMI proclama lo stato di agitazione a norma della vigente legge di autoregolamentazione sullo sciopero. 

 

 

 

 Alla vigilia dell’avvio della certificazione di malattia con la sola procedura telematica (dal 19 giugno prossimo) diversi medici scrivono e commentano, come Giancarlo Valli sempre molto attento e preciso, Antonio Cimbalo, Egidio Arosio, anche loro puntuali e meticolosi, così come i tanti che seguono Dottnet dimostrando grande sensibilità alla professione e quindi ai loro pazienti. A questo proposito invitiamo tutti a raccontarci le loro esperienze con la consegna dei Pin e con le prime spedizioni in modo da potersi confrontare con i colleghi e a darci la possibilità di discuterne col Ministero.

La maggioranza dei nostri iscritti si lamenta dell’iniquità di questo provvedimento e soprattutto sui tempi di attuazione, giudicati da molti troppo rapidi e senza una efficiente base informatica da cui cominciare. “La volontà di superare la cronica disorganizzazione della burocrazia mediante l’ adozione di sistemi informatici sta contagiando tutti i settori della Sanità – ci dice Daniele Zamperini, medico romano che sta seguendo  tecnicamente l’argomento -. La velocità del cambiamento si sta però rivelando eccessiva col risultato che i certificati per invalidità e di malattia, saranno scaricati sui sanitari, trasformati in semplici “operatori di sistema” e minacciati spesso di sanzioni pesanti”. “In questo periodo – incalza Salvatore Marotta, napoletano – in cui ci apprestiamo a lasciare lo studio ai sostituti, diventa ancora più difficile emettere certificati di malattia telematici. Basti pensare al mio Pin (ottenuto in questi giorni dalla Regione Campania n.d.r.) che certo non potrò girare al mio collega che verrà allo studio nei prossimi mesi estivi”.  “Occorre implementare una procedura informatica che renda possibili e faciliti le sostituzioni – aggiunge Zamperini -, tenendo conto che sono frequentissime le sostituzioni “lampo”, anche solo per poche ore, e che spesso sono affidate a medici fuori del sistema convenzionale. Inoltre tali sostituzioni sono, frequentemente, sistematiche e abbastanza continuative”. Il certificato dovrebbe quindi riportare sia i dati del medico titolare che quelli del sostituto, consentendo inoltre al titolare di attivare o chiudere la sostituzione secondo la necessità, programmando anche a priori la durata di questa. “La mia esperienza con i certificati d’invalidità telematici mi porta a pensare che anche per la certificazione di malattia i tempi si allungheranno, ben oltre quelli previsti dal Decreto”, commenta il medico romano. Una previsione confermata anche dagli esponenti dei principali sindacati medici italiani, come hanno ammesso nelle nostre interviste precedenti.

E ancora: come in tutte le attività, è ipotizzabile una certa percentuale di errori umani nella stampa delle prescrizioni da parte dei medici (per omonimie, fraintendimenti, errori di digitazione o cause di forza maggiore). Il certificato cartaceo permette di porvi facilmente rimedio, strappando quella erronea e riscrivendola da capo. Ciò non sarà possibile con la certificazione online, specialmente se spedita all' INPS in contemporanea alla stampa. “E’ necessaria quindi una procedura che permetta di annullare eventuali prescrizioni errate – osserva Zamperini – perché rimanendo nel database esse potrebbero causare gravi conseguenze, sia al medico che al paziente”.

Anche i medici altoatesini si oppongono all’entrata in vigore del decreto ministeriale che dal 4 luglio li obbligherebbe a inviare telematicamente al ministero delle Finanze i certificati di malattia. ''Questa legge, che nelle intenzioni del ministro doveva facilitare la vita ai pazienti ed ai medici italiani, si sta dimostrando una gigantesca trappola burocratica che rischia di paralizzare completamente il lavoro del medico obbligandolo a compiti che nulla hanno da vedere con la cura dei malati'', si legge in una lettera aperta al presidente del consiglio firmata dal sindacato unitario medici di medicina generale e Snami di Bolzano, dell'associazione primari ospedalieri Anpo e dai medici di pronto soccorso degli ospedali altoatesini. In questo modo - accusano - si toglie al medico ''tempo prezioso per i suoi pazienti''. ''Ai medici non si richiede piu' di curare secondo scienza e coscienza ma di fare il lavoro dei contabili, pena l'immediata sospensione dal servizio'', affermano i medici altoatesini