Cardiologia, in arrivo il nuovo piano di diagnostica operativa

Redazione DottNet | 14/06/2010 15:56

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Anticipazioni sul 'Programma nazionale triennale per l'utilizzo della diagnostica per immagini nella prevenzione delle malattie cardiovascolari' (2011-2013) - che verrà presentato a fine giugno al ministro della Salute e dovrà poi essere negoziato nella conferenza Stato-Regioni - sono state presentate  in occasione del congresso della Società Italiana di Radiologia Medica (Sirm) che ha dedicato una intera sessione alle malattie cardiovascolari che sono la prima causa di mortalità e morbilità. Il piano triennale, ha annunciato Giovanni Simonetti, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, Imaging molecolare, Radiologia interventistica e Radioterapia del Policlinico Tor Vergata di Roma e coordinatore del Gruppo di lavoro 'Oncologia e Malattie cardiovascolari' del ministero della Salute, ''prevede l'esecuzione di esami diagnostici di primo livello (ecografia, ecocolordoppler) per la prevenzione di patologie cardiache (coronaropatie), eventi cerebrovascolari, patologia aortica (aneurismi), patologia delle arterie viscerali (arterie renali), vasculopatie degli arti inferiori (piede diabetico)''.

 I soggetti che verranno coinvolti in questo programma devono essere asintomatici, con uno o più fattori di rischio, come è previsto negli screening di prevenzione secondaria: età (superiore a 50 anni) , familiarità, ipertensione, iperglicemia, obesità, diabete. Queste persone saranno sensibilizzate ad effettuare periodicamente esami come ecografia, ecocolordoppler. In presenza di calcificazioni a rischio, si ricorre alla diagnostica per immagini che caratterizza meglio la placca per valutare, non solo il grado di restringimento dell'arteria, ma definire la composizione della placca, vedere cioè se è stabile o instabile. In questi casi si ricorre alla TC volumetrica o multistrato, che consente un'immagine ad almeno 64 strati: nel caso delle carotidi si effettua un'angioTC carotidea; per le coronarie e il cuore, una cardioTC volumetrica cardiaca. Così facendo si vedono le coronarie, senza dover ricorrere a metodologie invasive come la coronarografia. In precedenza, nel soggetto asintomatico, in funzione delle classi a rischio, veniva infatti effettuata la coronarografia, un esame che prevede l'inserimento di un catetere nell'arteria femorale fino al cuore. L' esame è stato valutato nel Progetto Cuore, promosso dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2006. Il risultato ottenuto ha confermato che il 50% di queste coronarografie, nel paziente asintomatico, sono negative. In questo caso verrebbe confermato l'utilizzo, al posto della più invasiva coronarografia, della cardioTC volumetrica che richiede tuttavia un'adeguata preparazione degli operatori come previsto nel nuovo Piano Triennale.