Influenza A, 18mila morti: meno di una comune epidemia stagionale

Medicina Generale | | 14/06/2010 16:00

L'11 giugno 2009 l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) innalzava lo stato di allarme per l'influenza H1N1 al livello massimo: quello di pandemia. Oggi, a un anno esatto, in un comunicato l'organizzazione annuncia che il bilancio dei morti per l'influenza A è di 18.156: un dato mediamente inferiore a quello di una comune influenza stagionale. Il virus che ha seminato la paura nel mondo intero arrivando a fermare spostamenti e commerci è ormai considerato ''globalmente poco attivo'' secondo quanto ha dichiarato alla Afp il portavoce dell'agenzia Onu Gregory Hartl. Stando a una nota dell'Oms, il virus H1N1 va attualmente evolvendosi in maniera ''sporadica'' nelle zone temperate dell'emisfero sud che sta entrando nell'inverno australe, mentre una trasmissione ''attiva ma decrescente'' si è rilevata nelle regioni tropicali.

La ''vigilanza'' resta necessaria, ''in particolare per le persone a rischio come le donne incinte e i giovani'', ha aggiunto Hartl, poiché ''lo H1N1 sarà certamente ancora il virus dominante il prossimo inverno'' e poiché ''i dati sulle morti raccolti finora sono senz'altro sottostimati'' e, ancora, ''è difficile fornire dati esatti sul numero di morti, che avremo di qui a due anni'', quando il virus sarà ormai sparito. Questi dati, sempre secondo il portavoce, saranno ''probabilmente diverse volte più grandi''. Normalmente, secondo la casistica raccolta dall'Oms, le influenze stagionali sono responsabili nel mondo di un numero di decessi che varia dai 250 mila ai 500 mila. Due giorni fa una riunione di esperti dell'Oms aveva esaminato la possibilità di abbassare il livello di allerta per l'influenza A, ma la decisione alla fine era stata di lasciare le cose immutate, almeno per il momento.

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