Manovra, per Fofi e Federfarma è insostenibile

Farmacia | Redazione DottNet | 14/06/2010 20:09

La Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi) ha scritto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiedendo un incontro congiunto con i ministri competenti, per discutere dei "pesanti riflessi" della manovra economica sul servizio farmaceutico italiano e sul comparto farmaceutico nel suo complesso.La Federazione - si legge in una nota - chiede che si trovino soluzioni tali da salvaguardare i livelli occupazionali e la sopravvivenza delle farmacie collocate nelle aree disagiate, che non potrebbero continuare a svolgere la loro funzione sociosanitaria se si applicassero le misure previste in Finanziaria.

"Ritengo - sottolinea il presidente della Federazione, Andrea Mandelli - che le misure previste nella manovra economica possano mettere a repentaglio l'occupazione e, con essa, la capillarita' del servizio reso dalle farmacie, un patrimonio di cui lo stesso Governo conosce il valore, dal momento che ne ha fatto uno dei perni per la riorganizzazione sul territorio dell'assistenza sanitaria. Sono fiducioso - conclude - che il presidente del Consiglio non vorra' trascurare questo aspetto".

La manovra finanziaria ''è insostenibile perché ha introdotto misure gravemente penalizzanti a danno delle farmacie private''. Lo afferma in una nota Federfarma, l'associazione delle 17 mila farmacie che si è riunita in assemblea a Roma. L'associazione ha sottolineato ''l'iniquità del provvedimento che non prevede una distribuzione dei tagli su tutta la filiera del settore farmaco, ma va a colpire unicamente la categoria dei titolari di farmacia''. ''A essere maggiormente penalizzate -prosegue la nota - sono le farmacie situate nei centri minori e nelle sedi più disagiate, che rischiano di dover chiudere i battenti a causa di una redditività sempre più ridotta. Le ripercussioni negative di questa situazione rischiano di creare gravi disservizi ai cittadini e agli utenti, soprattutto a quelli che già si trovano in situazione di svantaggio dove i servizi sono più carenti (piccoli centri o zone periferiche)''. '''Pesanti - secondo Federfarma - anche le ricadute sui livelli occupazionali, si stima che i posti a rischio siano 18.000. Nel corso dell'assemblea sono state valutate diverse iniziative per indurre il governo ad ''aggiustare il tiro'' in sede di conversione del decreto. ''Le Farmacie italiane non intendono esimersi dall'impegno comune a tanti cittadini, ma richiedono equità di intervento, di non essere unici bersagli facili da colpire perché più esposti''.

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