Milillo: un fallimento i certificati online. Snami e Smi: la legge Brunetta è una beffa. In piazza contro la manovra

Sindacato | Silvio Campione | 15/06/2010 16:16

La sperimentazione della certificazione di malattia online da parte dei medici di famiglia, partita ai primi di aprile, si ''è rivelata finora un fallimento''. A dirlo è Giacomo Milillo, segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). ''Per ora infatti c'è stata una sola sperimentazione di certificazione online, che io sappia - spiega - a Empoli, ma è fallita''. Secondo quanto era stato previsto dal decreto e dall'accordo tra il ministero della Funziona pubblica e i medici, la sperimentazione della certificazione online sarebbe durata 3 mesi, e poi si sarebbe partiti con il collaudo. ''Cosa che mi sembra alquanto improbabile - conclude Milillo - allo stato delle cose. I medici di base da soli non ce la fanno. Per questo abbiamo chiesto alle regioni di fornirci un servizio di service-provider. Aspettiamo una risposta''.

Inatnto Smi e Snami, sindacati dei medici convenzionati con il Ssn, esprimono sostegno alle iniziative di protesta indette dall'Intersindacale della dirigenza medica, amministrativa e veterinaria, contro la manovra economica varata dal Governo. Per le organizzazioni sindacali il decreto legge "colpisce in modo iniquo un settore già sottofinanziato, che ha, invece, bisogno di maggiori investimenti per avviare una seria riorganizzazione delle cure primarie. La domanda di salute in questo decennio e' radicalmente mutata, ma il nostro Ssn non riesce a costruire politiche adeguate per cambiare l'organizzazione dei servizi sul territorio, valorizzando i professionisti che vi operano e puntando sulla centralità del cittadino".

Smi e Snami denunciano "un deciso peggioramento delle condizioni lavorative dei medici convenzionati che hanno perso sempre più peso economico a causa della crescita inflattiva (affitti, strutture, personale..ecc) e della maggiore pressione fiscale. Ad ogni tornata contrattuale si è chiesto ai medici convenzionati di "stringere la cinghia" e allo stesso tempo si è imposto un maggiore onere organizzativo e burocratico, estraneo ai compiti naturali del professionista.

Il tutto a scapito della presa in cura dei cittadini e del rapporto fiduciario con il paziente. Ora con la manovra si bloccano i rinnovi dei contratti e quindi delle prossime convenzioni, con un'evidente, ed ulteriore, perdita economica per i medici del settore". Non ultima, infine, "la beffa della legge Brunetta che impone l'invio online obbligatorio dei certificati, senza che però si sia prima verificata la fattibilità tecnica del nuovo meccanismo. E se qualcosa non funzionerà, come è certo che sarà, viste e note le difficoltà della rete telematica sul territorio italiano, i medici potranno subire gravi sanzioni". Per tutte queste ragioni, Smi e Snami sostengono le iniziative dell'Intersindacale della dirigenza del Ssn a partire dalla manifestazione del 16 giugno, cui parteciperanno con una delegazione. Intanto lo Snami ha già dichiarato lo stato di agitazione:  "Per quanto dichiarato e per espresso mandato del congresso nazionale, lo Snami proclama lo stato di agitazione a norma della vigente legge di autoregolamentazione sullo sciopero".  Il segretario nazionale Snami Pasquale Orlando "in rispetto di quanto deciso dal Congresso nazionale del 29 maggio, denuncia che la situazione sanitaria nazionale, in rapporto all'applicazione della normativa relativa alla certificazione on line non ha subito alcuna variazione, nonostante le criticità denunziate, come la mancata applicazione della legge che impone la contemporaneità dell'obbligo di certificare on line da parte di tutte le figure professionali interessate, la mancata convocazione per le modifiche relative alle incombenze extra sanitarie della certificazione, come la anagrafica del lavoratore e non ultima la problematica delle certificazioni domiciliari". Orlando prende atto "della incombente manovra finanziaria biennale che, oltre al contributo economico richiesto alla categoria, di fatto blocca la prossima trattativa per il rinnovo contrattuale".

Il segretario evidenzia "la gravità della situazione se si considera che il contratto recentemente concluso (che ha visto lo Snami aderire con una posizione fortemente critica sul contenuto) era propedeutico al rinnovo per il prossimo quadriennio normativo, e rileva la forte penalizzazione economica che da ciò ne viene. A questo punto, è facile evincere - dice ancora Orlando - il forte disagio che la manovra comporterà in termini, non solo economici, ma principalmente all'assistenza ai cittadini". Orlando conclude "esprimendo grande solidarietà ai colleghi del comparto della dirigenza, anch'essi alle prese con problematiche altrettanto gravi, legate alla situazione economica e all'intervento della manovra finanziaria". Sulla manovra interviene il ministro Fazio: "Stiamo incontrando l'Anaao", ovvero il principale sindacato dei medici ospedalieri, "le farmacie e Farmindustria per vedere se si possono introdurre emendamenti" alla manovra varata dal Governo e in discussione al Senato.  Il ministro, riguardo agli eventuali 'ritocchi' alla manovra, ha tuttavia precisato che "siamo disponibili a considerare proposte di modifica, ma a saldo invariato". Fazio ha inoltre ribadito che nella misura correttiva sui conti pubblici "non ci sono allo stato attuale tagli alla sanità", fermo restando le norme che riguardano il pubblico impiego e che finiscono per avere ripercussioni anche sul Ssn.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato