Sull’assistenza sanitaria, l’Italia è divisa in quattro. Ma è crisi ovunque

Redazione DottNet | 16/06/2010 16:38

Un'Italia divisa in quattro: diversi livelli di assistenza, e notevoli divari tra le regioni, spaccano il nostro Paese, per quanto riguarda la sanità, in quattro aree. E mentre la legge 42 del 2009 ha dato ulteriore spinta al federalismo fiscale anche nel settore, questo trova, nella sua applicazione, non pochi ostacoli e i risultati ''non sono molto confortanti''. E' quanto emerge dal ''Rapporto Sanità 2010 - Federalismo e Servizio Sanitario Nazionale'' della Fondazione Smith Kline, presentato a Roma. Secondo la ricerca, Trentino Alto-Adige e Valle d'Aosta brillano per efficienza, seguite dal secondo gruppo composto da Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia-Giulia, Emilia Romagna e Toscana. Il servizio sanitario è di qualità inferiore in Lazio, Umbria, Molise, Marche Abruzzo, Campania e Sicilia, mentre il gruppo in 'maglia nera' comprende Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna.

 La ricerca descrive poi l'andamento federalista del settore, che ''non sembra aver dato risultati molto confortanti. La qualità delle prestazioni e la trasparenza del sistema sono aumentate in pochi casi, mentre in molte Regioni la sanità è a un punto di crisi''. La ricerca punta il dito sulla possibile mancanza di reale solidarietà tra i governi regionali e soprattutto sulla mancanza di una reale responsabilità finanziaria da parte delle Regioni. Tuttavia, conclude il Rapporto, il Servizio Sanitario Nazionale, con la sua incidenza della spesa sanitaria pubblica e privata sul Pil (8,9%) ''si colloca in una posizione di assoluto rispetto nelle graduatorie internazionali sulla tutela della salute della popolazione e la qualità complessiva delle prestazioni''. In particolare il nostro Paese per il rapporto spesa sanitaria e Pil si colloca di poco sopra al Regno Unito e Spagna ma ben al di sotto di Francia, Germania e di tutti gli altri Paesi europei.

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