Cozza (Cgil), dodici emendamenti per scongiurare la crisi del settore. Con la manovra a rischio l’assistenza sanitaria

Sindacato | Silvio Campione | 16/06/2010 17:05

''Abbiamo preparato 12 emendamenti alla manovra economica, relativi ai tagli alla sanità, e li presenteremo in Commissione in Senato, perché i tempi sono strettissimi''. Lo ha annunciato il segretario nazionale della Cgil medici, Massimo Cozza nel corso della manifestazione organizzata a Roma per protestare contro gli effetti della manovra economica sulla Sanità e sulla categoria. Le modifiche proposte, ha aggiunto Cozza, ''riguardano la salvaguardia dei medici, e in particolare dei precari, che vengono tagliati del 50% e lavorano nei dipartimenti di emergenza e nei pronto soccorso.

  "I tagli - sottolinea il segretario nazionale dell'Anaao  Assomed, Costantino Troise - non possono essere lineari. Vanno  adattati alle singole situazioni specifiche e al valore sociale del nostro lavoro. Non si può pensare - aggiunge - che la complessità del  mondo sanitario possa essere equiparata a un pubblico ufficio. Con  questi emendamenti noi chiediamo che sia riconosciuta la specificità e la peculiarità del lavoro del professionista del servizio sanitario". Ma soprattutto i sindacati chiedono di rimuovere il blocco del turnover. "Questo blocco - spiega Troise - comporterà un'uscita fisiologica dal Ssn di circa 30 mila medici. Produrrà un disastro in  termini di allungamento delle liste di attesa, riduzione dell'ospedalizzazione e degli interventi chirurgici. In sintesi -  sottolinea il segretario dell'Anaao Assomed - il risultato sarà la  riduzione della qualità e della quantità delle prestazioni erogate, e quindi l'impoverimento del Ssn. Cosi com'è - conclude Troise - la  manovra non farà che dirottare in maniera occulta molti cittadini verso la sanità privata. Il diritto alla salute finirà per diventerà un diritto di censo". "I 12 emendamenti che abbiamo messo a punto - spiega il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza - sono finalizzati a garantire tutti i camici bianchi, ma soprattutto i  precari, i più penalizzati dalla manovra. Proprio quelli - aggiunge Cozza - che lavorano per lo più in quei reparti più critici come l'emergenza". "Sono tutti emendamenti all'articolo 9 della manovra",  sottolinea il presidente della Cimo-Asmd, Riccardo Cassi. "Non c'è nessuna proposta di modifica, ad esempio, al taglio del 5% delle retribuzioni che superano i 90 mila euro. Gli emendamenti riguardano  solo le misure che mettono in crisi il Servizio sanitario nazionale, come il blocco del turnover".  L'intera categoria dei medici convenzionati esprime comunque ''fortissimo disagio'' per quanto prevede la manovra finanziaria che dispone ''il blocco degli specifici accordi collettivi nazionali per il triennio 2010-2012''. Il potenziamento dell'assistenza primaria, nell'ambito della quale operano i professionisti convenzionati, si legge in una nota congiunta di Fimmg, Fimp, Sumai, rappresenta per il Servizio Sanitario Nazionale ''un'esigenza improcrastinabile per la sostenibilità dello stesso e dell'intero sistema di tutela della salute del Paese. Solo attraverso il progressivo sviluppo della medicina di iniziativa nei confronti dei malati cronici, della prevenzione, della continuità assistenziale, dell'assistenza domiciliare e dell'integrazione socio-sanitaria può essere evitato o ritardato il ricorso alle più costose cure ospedaliere''. ''Non è intenzione delle categorie che rappresentiamo sottrarsi ai sacrifici richiesti dalla grave congiuntura economica a tutti i cittadini europei - continua  - ma chiediamo al Governo di prendere in considerazione queste nostre riflessioni al fine rimuovere il blocco al rinnovo degli accordi collettivi nazionali anche solo al fine di salvare le opportunità di finanziamento dei fattori produttivi che, a differenza dell'area della dipendenza, sono totalmente a carico dei nostri professionisti''. ''Riteniamo - concludono Fimmg,Fimp e Sumai - che la forza di queste argomentazioni sia di gran lunga superiore a qualsiasi manifestazione di piazza''. Intanto i tagli alla manovra economica per quanto riguarda la parte sanitaria potrebbero mettere a rischio non solo i parti indolore ma anche le interruzioni volontarie di gravidanza che potrebbero diminuire addirittura del 20%. La denuncia arriva dal presidente del Aaroi-Emac, Vincenzo Carpino: ''Di tutta questa manovra quello che proprio non possiamo accettare è il blocco delle assunzioni - spiega Carpino - che peseraà tantissimo in particolare sulle regioni che già hanno attuato il blocco da tre anni, come il Lazio, la Campania, la Sicilia e la Calabria''. Nello specifico, aggiunge il sindacalista, ''gli anestesisti diminuiranno di circa 2 mila unità, che si aggiungono ad una carenza cronica stimata intorno alle mille e 500 persone. Questo inevitabilmente comporterà la riduzione di 10 mila interventi chirurgici, da 50 mila a 40 mila, con conseguenti attività a rischio come il parto indolore e l'interruzione volontaria di gravidanza, che saranno fortemente penalizzate e i cui interventi si potrebbero ridurre del 20%''. E non è tutto: il blocco del turn over nel servizio sanitario deve essere ''transitorio'' o potrebbe avere conseguenze ''catastrofiche'' secondo l'oncologo Umberto Veronesi. ''Mi auguro che sarà un blocco transitorio di pochi mesi perché se fosse permanente - ha spiegato - si chiuderebbe tutto. La gente muore e va in pensione e in qualche modo deve essere rimpiazzata. Non credo che sarà un'idea a lungo termine, Lo spero perché se no sarebbe catastrofico''. Il fondatore dell'Istituto Europeo di Oncologia, che è anche senatore del Pd, però non avvalora la stima di 10 mila interventi che rischiano di saltare. ''E' difficile fare i conti - ha osservato -. Non abbiamo ancora dei dati per fare un'analisi quantitativa. Certamente tagliando i fondi alla sanità le cose non possono migliorare però l'idea è quella di evitare gli sprechi più che di colpire le attività essenziali''.

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