Chiarimenti della Fimmg sui certificati online. Milillo: non c’è da preoccuparsi

Silvio Campione | 17/06/2010 11:55

Il segretario della Fimmg Giacomo Milillo ha inviato una lettera ai propri associati per fare il punto sulla questione certificati online. Ecco di seguito il testo integrale del documento:

 Molte riviste e newsletter stanno raccogliendo e diffondendo le “grida di dolore” dei sindacati minori sulla prossima messa a regime del certificato on line.

Anche in questo caso riteniamo opportuno fornirvi un’informazione puntuale, razionale e priva di qualsiasi coloritura emotiva.

Va da sé che il 19 giugno (data prevista per l’inizio del periodo di collaudo dei Ministeri competenti con la FNOMCEO e con i sindacati) non verrà aperta la caccia ai medici che non saranno pronti per la trasmissione: non si sono infatti ancora realizzate le condizioni per la messa a regime del sistema che prevede il superamento del certificato cartaceo.

Affinché possa essere superato il collaudo e la procedura venga ufficialmente dichiarata a regime, non è sufficiente la verifica del pieno funzionamento della trasmissione, ma è anche necessario che tutti i soggetti tenuti all’invio (compresi i medici dell’area della dipendenza) siano in grado di adempiere l’obbligo previsto dal decreto. Devono essere inoltre attive e funzionanti anche le soluzioni sussidiarie all’invio telematico (call center ecc.), anche queste previste dal decreto, dagli allegati tecnici e dalle successive circolari.

 

Comunque la sperimentazione è stata avviata e procede.

 

Per quel che ci è dato conoscere in alcune regioni le sperimentazioni sono cominciate, con risultati diversi, come è naturale che sia per una nuova procedura. Anche dove alcuni invii telematici sono andati a buon fine il meccanismo non ha ancora raggiunto il livello e le funzionalità previste dagli allegati tecnici.

Come FIMMG abbiamo fiducia nel rispetto degli impegni che i Ministri Fazio e Brunetta hanno assunto sia con dichiarazioni ufficiali che attraverso circolari esplicative a tutti note.

 

Ma in sostanza, cosa devono fare i medici?

 

Naturalmente chi, dal proprio studio (dal proprio studio, non si sta parlando qui di visite domiciliari), è in condizione di inviare senza problemi i certificati di malattia on line dal 19 giugno può e deve continuare a farlo. Sottolineiamo che si tratta del medico titolare della convenzione e non del sostituto.

Qualora, per qualsiasi motivo tecnico o logistico, il medico avesse difficoltà nell’operazione può tranquillamente continuare a certificare su carta. Questa opzione vale naturalmente anche per le postazioni di continuità assistenziale, per i sostituti oltre che per le zone in cui ci sono problemi di collegamento.

In ogni caso non è ancora attiva la “sanzionabilità” del mancato invio, anche per quei colleghi che fossero già nelle condizioni di farlo. Questa potrà essere prevista solo dopo il superamento della fase di collaudo. Ricordiamo che l’eventuale procedura del sanzionamento, quando entrerà in vigore, seguirà i canali del procedimento disciplinare previsto dall’ACN.

Dalle sperimentazioni messe in atto sta emergendo comunque un problema analogo a quello della spedizione telematica delle ricette.

Per poter assolvere questi compiti in modo agevole e senza intralcio all’ attività quotidiana, i medici dovrebbero dotarsi di aggiornamenti dei loro applicativi di gestione delle schede sanitarie informatizzate, messi a punto dalle diverse software house sulle specifiche fornite da SOGEI (la società del Ministero dell’Economia e delle Finanze incaricata di gestire il SAC, sistema di accoglienza centralizzato delle certificazioni e delle ricette).

Anche se alcuni medici, che hanno ottenuto gratuitamente le versioni demo di questi aggiornamenti (add on), riferiscono una buona funzionalità, restano comunque problemi di settaggio ed assistenza che complicano ulteriormente le cose.

 

Tale acquisizione comporta inoltre un costo variabile a seconda dei programmi, che può arrivare fino a 250 euro + iva per l’acquisto oltre a un canone annuo di circa 200 euro + iva, senza considerare i costi di interventi tecnici di assistenza.

 

E’ chiaro che nessun medico è costretto a farsi carico di queste spese per obbligo convenzionale.

 

Siamo in stretto contatto con Ministeri e Regioni, stiamo loro trasferendo tutte queste criticità, sostenendo come sia anche di loro interesse che il medico sia messo nelle condizioni di assolvere questi compiti senza perdite di tempo, senza ulteriori complicazioni, senza oneri tecnici ed economici a proprio carico.

Non si può pretendere che i medici vengano ridotti, fra l’altro improvvisando, a un ruolo di semplici operatori informatici per conto delle più diverse entità sanitarie e non: il medico deve continuare a fare il medico.

Alle Regioni, se vogliono raggiungere l’obiettivo desiderato (che fra l’altro è presupposto per ottenere l’erogazione di una quota consistente di finanziamento) conviene fornire a tutti i medici l’adeguamento dei programmi e tutta l’assistenza necessaria ai collegamenti: il medico deve avere in mano uno strumento pienamente operativo.

Intendiamo infine far presente ai Ministeri e alle Regioni che, anche quando il collaudo sarà superato, dovrà comunque rimanere la riserva della certificazione cartacea nei casi eccezionali di mal funzionamento del sistema.

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