Laboratori clinici troppo disorganizzati. E così i tempi si allungano

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 17/06/2010 12:43

Trovato il 'colpevole' dei  tempi di attesa troppo lunghi per i referti clinici. E' tutta colpa  della disorganizzazione. I tecnici di laboratorio rischiano infatti trascorrere appena il 10% del loro tempo davanti a macchinari, pipette e reagenti. Il resto (quindi fino al 90% del tempo) invece, rischia di essere assorbito camminando, cioè facendo la spola da un punto  all'altro della struttura. Questo per colpa della disorganizzazione, degli errori di programmazione e degli adempimenti burocratici ridondanti.      E' quanto emerge da una ricerca effettuata da Valeocon,  società di consulenza aziendale, che ha realizzato diversi progetti di consulenza finalizzati a incrementare la produttività e a migliorare  la qualità del servizio di importanti laboratori di analisi cliniche.

 I consulenti Valeocon hanno quindi potuto verificare 'sul campo' quali sono i fattori che maggiormente incidono sui tempi di consegna  dei referti di laboratorio. Tempi lunghi, dal momento che è stato  calcolato che i cittadini che si rivolgono ad una struttura pubblica  possono arrivare ad aspettare anche 7 giorni per i risultati dei test  più comuni, e oltre un mese per il responso di Tac, biopsie, aghi  aspirati, mammografie, pap-test e amniocentesi.  L'analisi della Valeocon ha evidenziato alcune aree di disorganizzazione e dispersione di risorse: "Prima fra tutte il fatto che il personale 'consuma' circa il 90% dell'orario lavorativo per trasferimenti all'interno del laboratorio"    "A questo fattore negativo - spiega in una nota la Valeocon – si sommano altre inefficienze piuttosto comuni nelle strutture sanitarie  tanto pubbliche che private, ovvero tempi di lavorazione superiori  alla media, mancanza di visibilità sulla reale capacità del laboratorio, ritardi legati ad approvazioni e firme mancanti, nonché confusione dovuta a continui stravolgimenti nell'ordine di priorità  dei test da effettuare". In un laboratorio in particolare, Valeocon è intervenuta introducendo misure che hanno razionalizzato il flusso di lavoro dei tecnici, ottimizzato la programmazione e ridotto all'essenziale i passaggi burocratici. "La 'cura' - spiega la società di consulenza - ha prodotto un incremento del 45% negli indici di produttività, l'abbattimento del 50% nei giorni di lavorazione richiesti per i test  di laboratorio più comuni e una puntualità nella consegna dei referti passata dal 30 al 97%".  "Dalla nostra esperienza - sottolinea  Massimo Appiotti, partner Valeocon - è emerso che sottoporsi a test  clinici e ricevere i relativi risultati in tempi più rapidi è  possibile. Noi italiani tendiamo a essere ferocemente critici nei confronti delle prestazioni erogate dalle strutture del Servizio  sanitario nazionale e, allo stesso tempo, rassegnati a convivere con livelli d'inefficienza che, evidentemente, percepiamo come fisiologici e/o ineliminabili". Invece, per Appiotti, è tutta una questione di organizzazione. "Siamo convinti - spiega - che un approccio assolutamente pragmatico,  finalizzato a liberare le reali potenzialità delle risorse a disposizione, possa portare anche nel settore pubblico risultati concreti e durevoli in termini di efficienza e di qualità del servizio reso al cittadino".

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