Cerulli, Regioni dovranno affrontare boom glaucoma

| 17/06/2010 15:25

glaucoma oculistica regioni

Le Regioni italiane che oggi hanno una popolazione più giovane e una maggiore natalità, nel prossimo futuro dovranno affrontare i costi di un importante aumento dei casi glaucoma, malattia degli occhi che rappresenta la seconda causa di cecità nel mondo e che colpisce circa il 2-3% della popolazione. La patologia, infatti, comincia a 'pesare' dopo i 60 anni e le aree dove oggi gli anziani sono meno cominceranno a risentire, nei prossimi anni, dell'ingresso di nuovi malati. Mentre nelle Regioni già 'vecchie' l'aumento dei costi sarà limitato. E' la stima di Luciano Cerulli, docente di clinica oculistica all'università di Tor Vergata di Roma, intervenuto oggi al seminario "Glaucoma: aspetti socio-economici di una patologia silente", organizzato oggi nella capitale dall'Associazione nazionale medici direzioni ospedaliere. "Il glaucoma ha come principale fattore di rischio - spiega Cerulli - l'età. Dai 60 anni in poi si ha un significativo aumento della patologia. L'aspetto interessante è che incrociando il fattore di rischio età con la prevalenza del glaucoma nelle varie Regioni siamo in grado, teoricamente, di prevedere l'impatto economico e sociale nelle diverse Regioni , dove si registrano grandi differenze.

La Liguria, ad esempio, ha una popolazione molto anziana con una natalità vicino allo zero. In questo caso, gli investimenti futuri, poiché non ci saranno nuovi individui che entrano nell'età a rischio, non dovranno essere molto elevati. Al contrario, nelle Regioni del Sud, si devono prevedere grossi investimenti, perché ci saranno molte persone che entreranno nella fascia dell'età a rischio". I costi del glaucoma, hanno spiegato gli esperti, sono in crescita. "Negli ultimi 10-15 anni - dice ancora Cerulli - l'ingresso di nuove molecole terapeutiche, più innovative ma anche più costose, ha aumentato in maniera drammatica i costi delle cure. Le spese per una Regione che cura i suoi malati con glaucoma sono di milioni di euro: una spesa che è negli ultimi 10 anni è aumentata di 10 volte". E la anche la scadenza dei brevetti per molti farmaci non basterà, secondo Cerulli, a frenare la spesa "abbiamo constatato come i pazienti italiani continuino ad utilizzare i medicinali di marca anche in presenza di uno generico meno caro". I costi della malattia sono complessi , spiega Esmeralda Ploner, del Centro di economia sanitaria (Ceis) dell' università di Tor Vergata (Roma ). "Spesso, in letteratura, si stimano solo i costi diretti, soprattutto quelli sanitari, della malattia - spiega - mentre si trascura il complesso dei costi indiretto. Eppure, secondo alcuni studi anglosassoni, inciderebbero fino al 35% sulla spesa generale della malattia".Per quanto riguarda le cifre italiane una delle più importanti ricerche di casa nostra sull'argomento, del 2007, "in 17 centri di oftalmologia, su 700 pazienti, ha dimostrato che il costo medio annuo sanitario per paziente era, in media, di 790 euro". Con differenze importanti legate alla gravità della malattia "si parte, sempre per quanto riguarda i soli costi diretti sanitari, da una spesa di poco più di 500 euro fino a 1.050 euro in caso di patologia avanzata. Ciò vuol dire che più la malattia avanza più costa". A questo poi bisogna aggiungere tutti i costi indiretti: dal la necessità di aiuti in casa, fino alla necessità di persone che accompagnino il malato per le sue attività quotidiane e per le cure.

Fonte: adnkronos