In piazza i malati di Sla contro il blocco dei Lea: vogliamo vivere anche noi

Medicina Generale | Redazione DottNet | 21/06/2010 14:55

Chiedono il diritto di vivere come gli altri. Al via davanti a Montecitorio la manifestazione indetta dall'Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) in occasione del Global Day, la giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sla. La protesta, cui hanno aderito numerose associazioni del mondo della disabilità, punta il dito sopratutto contro i ritardi registrati nello sblocco dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, e del 'Nomenclatore tariffario' per le protesi e gli ausili. 'Non vogliamo pietà ma giustizia', spiegano i manifestanti, sottolineando che la comunità di persone con disabilità e le loro famiglie non possono 'più aspettare. Chiediamo che il governo affronti l'emergenza delle cronicità, perché vivere con dignità è un diritto di tutti'.

 In piazza ci sono anche alcuni malati di Sla, da ogni parte d'Italia. Uno di loro, un giovane di Reggio Calabria, da due anni, da quando gli e' nato un figlio, non ha potuto prenderlo in braccio una sola volta. Altre storie di dolore vengono raccontate nel corso della protesta. 'La politica non è aritmetica. I conti sono importanti, ma l'uomo è ancora più importante', dice il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, incontrando i manifestanti in piazza Montecitorio. 'I malati di Sla -sottolinea il leader centrista- sono completamente incapaci di poter provvedere a se stessi e ai loro cari e noi dobbiamo rispondere. L'appello, che penso sia stato condiviso anche dal ministro Fazio, va rivolto a Tremonti: in questo caso -conclude Casini- l'eccezione è doverosa, perché di eccezioni che non servono in Italia ce ne sono troppe'.

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