Identificato il gene collegato al melanoma

Oncologia | Redazione DottNet | 23/09/2008 20:57

 Per oltre il 9% dei casi di melanoma cutaneo c'è una corrispondenza diretta tra una particolare variazione del gene per il recettore della vitamina D e l'insorgenza del melanoma.

 Il dato emerge dallo studio del dottor Simone Mocellin, ricercatore del Dipartimento di Scienze Oncologiche e Chirurgiche dell'Università di Padova, pubblicato sulla rivista ''Cancer''. Per questo studio, condotto con il metodo di analisi in contemporanea di più studi svolti su quello stesso ambito di ricerca, Mocellin ha preso in esame 5 varianti del recettore della vitamina D (Vitamin D Receptor, VDR), e ha dimostrato come il polimorfismo Bsml sia responsabile del 9,2% dei casi di melanoma cutaneo. Un dato che tiene conto dell'incidenza del melanoma nella popolazione caucasica e della frequenza di quel determinato polimorfismo nella stessa popolazione. ''Certo il fattore ambientale più a rischio per lo sviluppo del melanoma - sottolinea Mocellin - resta la scottatura solare. Ma, poichè l'esposizione al sole attiva la vitamina D, se questa avviene senza scottature, risulta addirittura protettiva nei confronti del melanoma''. Allo stato attuale è possibile identificare la popolazione portatrice del polimorfismo Bsml solo attraverso analisi in laboratori attrezzati per sequenziare il Dna, per cui un test genetico di screening della popolazione generale non è ancora ipotizzabile. 

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