Un nuovo approccio al design di una farmacia?

| 29/06/2010 11:08

Analizzando le farmacie italiane dal punto di vista del progetto d’interni, alcuni aspetti caratteristici risultano piuttosto evidenti. Innanzitutto, va osservato che le “farmacie storiche” possedevano una forte identità, che rispondeva perfettamente alla loro funzione di luogo in cui si preparavano, e dispensavano rimedi medici, oltre ad esprimere l’elevato livello estetico ed artigianale richiesto a quei tempi. In quelle attuali sembra che lo spirito originario non sia riuscito a trasferirsi ed elaborarsi all’interno di un mercato che negli anni è radicalmente mutato; con il risultato di essere divenuti ambienti dalla debole identità visiva, difficilmente riconoscibili per qualità estetica. Vediamo meglio. E’ un fatto certo che l’offerta di prodotti diversi dai farmaci etici, sia aumentata vertiginosamente, così, al fine di permettere un’agevole ed intensiva presentazione del prodotto, ci si è limitati ad importare tout court i sistemi espositivi più elementari, e sovente più banali, in dotazione ad altri settori merceologici.

Ciò ha determinato la creazione di spazi dal sapore vagamente dozzinale, repliche sempre uguali, seppur in ambiti e circostanze molto diverse fra di loro. E’ come se non ci fosse stato il tempo per pensare ad una nuova identità per lo spazio Farmacia, mentre la sua funzione ed il suo contenuto, cambiavano drasticamente. Sicuramente, il fatto di avere una quota importante di clientela assicurata dalla necessità di acquistare i prodotti etici (67% del fatturato nel 2009*), garantisce comunque, ai farmacisti, la presenza nel punto vendita, di un grande numero di potenziali acquirenti dei prodotti commerciali esposti. Potrebbe essere questa la motivazione, per la quale manca lo stimolo a ricercare delle nuove e più forti soluzioni, per l’allestimento dello spazio Farmacia. Ma, è necessario fare alcune osservazioni. I mercati si muovono con grande velocità, le modalità d’acquisto e i comportamenti dei consumatori cambiano continuamente, la concorrenza di altri canali distributivi, l’attuale crisi dei consumi, sono tutti elementi che non possono essere sottovalutati, anche in un mondo apparentemente conservativo come quello delle farmacie, come aspetti strategicamente fondamentali per la buona riuscita di un’attività commerciale. In tutti gli altri settori merceologici, il progetto d’interni viene considerato uno degli elementi del mix di fattori che l’imprenditore deve gestire, ed è per questo motivo che osserviamo una grande e continua ricerca negli aspetti funzionali e visuali degli spazi di vendita. In un mondo in cui un marchio globale come McDonald’s ritiene di dover differenziare l’identità dei propri ristoranti, non solo in ogni singolo paese, ma anche all’interno del paese stesso, potremmo trovare gli stessi identici arredi, e la medesima scontata atmosfera, in una farmacia di Belluno, come di Catania.

Così come a fronte dell’esigenza dei Super e Iper-mercati di creare layout di vendita più vicini al concetto di mercato di piazza, o di “negozio dell’angolo”, per restituire al cliente la sensazione di un servizio “amichevole” e “dedicato”, ci ritroviamo moltissime farmacie che ricordano inequivocabilmente piccoli minimarket pieni di noiosi scaffali caricati di prodotti. Salute, benessere, accoglienza, calore, naturalità, sono i concetti che dovrebbero ispirare la progettazione di un luogo come la farmacia. Credo che sia obbiettivamente difficile, entrando nella maggior parte delle farmacie italiane, riconoscere nel modo in cui lo spazio è stato concepito, e nell’atmosfera riprodotta, i valori suddetti! Si ripetono invece, con impressionante frequenza, soluzioni progettuali come: pareti attrezzate sormontate dal nome della tipologia dei prodotti esposti, insieme alle solite e scontate immagini, che descrivono l’ambito a cui quei prodotti si riferiscono. Oppure contorti e “logorroici” giochi di controsoffittatura, che non hanno nessuna relazione con il concetto fondante del progetto, ammesso che ne esista uno. Per non parlare di una curiosa invasione di soffitti che simulano volte stellate, di cui non si capisce davvero, né la ragione, né la provenienza. Più semplicemente, sarebbe auspicabile che venisse fatta una ricerca cromatica seria, coerente con l’universo emozionale proprio di una farmacia moderna, invece di una realtà diffusa in cui, evidentemente, i colori sono stati scelti casualmente, o ispirandosi a logiche totalmente avulse dal contesto. Quando lavoro ad un progetto d’interni per un’attività commerciale, se da una parte mi preoccupo di risolvere i problemi funzionali, migliorandone sempre più l’aspetto, dall’altra cerco di entrare profondamente nel mondo a cui quel determinato progetto fa riferimento. Quest’ultimo aspetto è fondamentale per realizzare spazi che siano piena espressione della funzione a cui sono preposti, la cui identità sia ben rappresentata, e che riescano ad essere l’ambiente perfetto per accogliere durante l’esperienza dell’acquisto, la relazione fra il consumatore ed il prodotto.

Sono sicuro che la Farmacia non potrà rimanere ancora molto tempo un’anomalia nel mondo dell’Interior Design dedicato agli spazi commerciali; i prossimi innovativi format per l’allestimento di questi punti vendita, saranno senza dubbio, il nuovo termine di paragone con il quale l’intero settore dovrà confrontarsi.

Ottaviano Ciabatti

Architetto

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