Fecondazione: possibile congelamento ovociti per diventare mamma dopo tumore

| 22/06/2010 16:41

fecondazione fertilità tumori

Congelare ovociti o pezzi di tessuto ovarico per avere più chance di diventare mamme dopo il cancro. Lo sostengono gli esperti riuniti a Bologna al convegno 'Maternità dopo il tumore: le nuove frontiere della scienza'. Secondo gli ultimi dati della Banca tumori, in Italia nelle donne fra i 15 e i44 anni malate di un tumore maligno si registra una riduzione della mortalità del 27,81%. Una bella notizia, che però porta con sé, come rovescio della medaglia, il problema della qualità di vita futura di queste pazienti. E quindi della loro maternità. "Le terapie utilizzate per curare i tumori portano a uno stato di sterilità irreversibile - spiega Andrea Borini, presidente della Società di conservazione della fertilità ProFert - Le ovaie sottoposte a radioterapia e a chemioterapia perdono il loro patrimonio follicolare facendo entrare la paziente in menopausa forzata.

E' quindi importante poter conservare oociti o pezzi di tessuto ovarico da utilizzare dopo la guarigione dal tumore. Oggi nel mondo sono nati più di mille bambini da ovociti congelati e tredici da tessuto ovarico". La tecnica, dunque, sembra funzionare, a patto che gli interventi siano tempestivi: vanno eseguiti prima dell'inizio delle cure. Ciò significa, sottolineano gli specialisti, che l'oncologo che ha in cura la paziente deve informarla di questa possibilità nel più breve tempo possibile e agire in stretta e immediata collaborazione con un esperto di procreazione assistita. "Negli Stati Uniti, se un oncologo non informa la paziente della possibilità di preservare la sua fertilità, rischia una azione legale", spiega Fedro Peccatori, direttore del Progetto fertilità e gravidanza in oncologia all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano.

Fonte: Adnkronos