Pediatri in estinzione, tra 10 anni ne mancheranno oltre 3.000. L'allarme della Sip

| 23/06/2010 09:55

pediatria professione ssn

Pediatri in via di estinzione. Tra 10 anni mancheranno all'appello più di 3 mila camici bianchi dei piccoli. A parlare di vera e propria "emergenza pediatrica" gli addetti ai lavori, ovvero la Società italiana di pediatria (Sip). "A essere a rischio - avverte la Sip in una nota - è la rete pediatrica italiana, cioè l'esistenza stessa dei pediatri, messa fortemente in pericolo dai tagli alla formazione e al blocco del turn over". Secondo uno studio realizzato dalla Società italiana di pediatria, il 2020 sarà l'ultimo anno in cui si riuscirà a garantire in Italia l'assistenza sanitaria nel nostro Paese. E da quel momento le cose andranno sempre peggio se, stando alle proiezioni Sip illustrate nel corso dell'Assemblea straordinaria svoltasi a Roma, nel 2025 il deficit di pediatri rispetto al reale fabbisogno nazionale sarà di oltre 3.000 professionisti.

"E questo avviene - afferma il presidente della Sip, Alberto Ugazio - proprio mentre il mondo evoluto si ispira alla copertura assistenziale realizzata dall'Italia, attraverso la rete pediatrica sul territorio con il Servizio sanitario nazionale. Il piano sanitario di Barack Obama - prosegue Ugazio - si è ampiamente ispirato a quello italiano, che viene considerato uno dei migliori sistemi sanitari al mondo per qualità e universalità dell'assistenza. Noi, se non si inverte la tendenza, rischiamo di restarne orfani e, soprattutto, i nostri bambini rischiano di rimanere senza cure adeguate". Dallo studio emerge che, mantenendo l'attuale numero di giovani medici specializzati ogni anno in pediatria, i 15.027 professionisti attivi oggi, diventeranno 11.768 nel 2020 e addirittura 8.226 nel 2015. La Sip, che dopo l'estate convocherà a Roma il G8 della pediatria mondiale per fare il punto sulle politiche sanitarie per l'infanzia tra i Paesi leader mondiali, presenterà nei prossimi giorni ai ministri della Salute e dell'Istruzione le proiezioni dell'emergenza pediatrica e un piano di possibili soluzioni. "Siamo noi i primi a riconoscere - sottolinea Ugazio - che così com'è strutturata la rete pediatrica sul territorio nazionale è, in alcune aree, appesantita e poco efficiente rispetto all'attuale domanda di salute. Una riduzione governata del numero di pediatri - conclude Ugazio - è la sola strada condivisibile, a patto che si investa sulla qualità della formazione e sull'approccio multiprofessionale (che vede i pediatri affiancati da psicologi, infermieri e professionisti della riabilitazione), a tutto vantaggio della salute dei bambini e dei ragazzi di domani". "La creazione della rete pediatrica - conclude il numero uno della Sip - diventa più che mai una priorità, specialmente in tempo di crisi, per condividere con le istituzioni un percorso di valorizzazione dell'assistenza all'infanzia".

Fonte: Adnkronos