Le regioni ancora ferme nella consegna dei Pin per i certificati online. Incontro con Fazio il 5 luglio per fare il punto sulla situazione

Silvio Campione | 23/06/2010 12:18

anemia

A tre giorni dalla chiusura del canale cartaceo dei certificati di malattia, la consegna dei Pin ai 180mila medici italiani abilitati procede ancora a rilento. Un compito che, giova ricordalo, spetta alle regioni che al momento non riescono a organizzarsi in maniera efficace per far sì che i medici possano adempiere ad una legge decisamente impopolare. Da lunedì 21 giugno, da quando si è avviato effettivamente il mese di collaudo (in cui non scattano le sanzioni per chi non si adegua) i dipendenti pubblici (ma vale lo stesso per i privati) non dovranno più consegnare il certificato al datore di lavoro, che lo potrà consultare sulle banche dati Inps.

 Secondo la legge dal 19 luglio i medici  che non utilizzeranno il sistema telematico potranno incorrere in penalità che possono portare fino al licenziamento (per i dipendenti del servizio sanitario) o alla revoca della convenzione. Ma il ministero dell’Innovazione su questo punto frena: le sanzioni si applicheranno solo dopo che la commissione di collaudo – che ha tra i suoi componenti anche l’Ordine dei Medici – dichiarerà che tutto procede a dovere. In pratica, la certificazione di malattia online è cosa certa; meno sicuri sono i tempi di attuazione, vista appunto l’incertezza che regna ancora sulle consegne dei Pin e sulla effettiva efficacia del sistema telematico. Ipotesi quest’ultima confermata anche da Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo, nell’intervista che ci ha rilasciato ieri nella quale afferma che le cose non vanno bene e che i tempi sicuramente si allungheranno. Intanto il 5 luglio ci sarà un incontro con il ministro Fazio per fare il punto sulla situazione e controllare materialmente quanti codici sono stati effettivamente consegnati ai medici. Nel Lazio le password arriveranno a metà luglio, come è emerso da un incontro con la Sogei destinato alla formazione e ala consegna delle chiavi di accesso. La Lombardia ha deciso di semplificare le cose utilizzando il Pin già inviato ai medici per la carta regionale dei servizi, l’Emilia sfrutta la carta operatore. La Liguria ancora non ha consegnato le password ai medici, così come la Campania e altre regioni del Sud. Alla Fimmg sostengono che per superare il collaudo devono essere attivi tutti i supporti per l’invio telematico, a partire dal call center e che i medici aggiornino a loro volta i propri applicativi di gestione delle schede sanitarie informatizzate. L’update può costare fino a 250 euro più Iva per l'acquisto e 200 euro l'anno per il canone annuo, spese che nessun medico è tenuto a fare per obbligo convenzionale. Un costo che ha spinto la Fimmg a chiedere che i medici “siano messi in condizione di assolvere i nuovi compiti senza oneri a proprio carico”.