Melanoma, il Pascale di Napoli centro italiano di riferimento

Redazione DottNet | 24/06/2010 10:21

L'Istituto Pascale di Napoli è centro di riferimento italiano nella cura del melanoma, tumore della pelle particolarmente aggressivo che in Italia fa 1500 morti l'anno: infatti un paziente su 5 che si rivolge al dipartimento Melanoma e tessuti molli e all'unita' di Oncologia medica e terapie innovative dell'Istituto, arriva da fuori regione. 'Trattiamo circa 400 casi di melanoma l'anno', spiega Nicola Mozzillo, direttore del dipartimento secondo il quale le nuove diagnosi sono circa 150. 'In Italia ogni anno si ammalano circa 7mila persone, 400 delle quali in Campania - prosegue Mozzillo - l'incidenza della malattia è crescita di oltre il 30% nell'ultimo decennio, soprattutto nella fascia d'età che va dai 30 ai 40 anni'.

'Abbiamo dato un primo colpo al melanoma - dice Paolo Ascierto, direttore dell'unità di Oncologia medica - per 30 anni per la malattia avanzata avevamo solo la garbazina, farmaco che ha un'efficacia molto limitata. Durante l'ultimo congresso di oncologia americano sono stati presentati dati di un altro farmaco, l'ipilimumab'. 'Si tratta di un farmaco rivoluzionario - evidenzia Ascierto - perché agisce non sul tumore ma sul sistema immunitario potenziandone gli effetti e quindi ha un'azione antitumorale indiretta'.

Così come spiegato da Ascierto, dopo il trattamento con questo farmaco oltre il 20 % dei pazienti con malattia avanzata ha una sopravvivenza di 5 anni contro lo scarso 5% dei pazienti trattati con l'altro principio attivo. 'La maggior parte aveva una sopravvivenza mediana di 6.2 mesi e l'abbiamo portata con questo farmaco ad oltre 10 mesi e ad un anno sopravvive il 46% dei pazienti mentre prima sopravviveva solo il 25%', ha aggiunto il direttore dell'unita' di Oncologia medica del Pascale.

Il 20% dei pazienti arrivano da fuori regione non solo dal Meridione ma anche dal nord Italia e dall'Europa. 'La prevenzione è l'arma più efficace - continua Ascierto - il messaggio è duplice: proteggiamo i nostri figli e attenzione alle lampade abbronzanti. Oggi vediamo molti malati in età giovane 30 anni.

Probabilmente stiamo pagando oggi errori fatti in passato con esposizione non cauta al sole. C'e' uno studio che mette in evidenza come l'esposizione a questi dispositivi artificiali fatta al di sotto dei 30 anni aumenta il rischio di melanoma del 75%. L'esposizione ai raggi ultravioletti ai fini della prevenzione va considerata come il fumo di sigarette. Bisogna informare i ragazzi che l'esposizione incauta alle lampade abbronzanti è rischiosa'. 'Assistenza e ricerca al Pascale vanno di pari passo. La ricerca deve essere portata immediatamente al letto del paziente', ha proseguito Tonino Pedicini, direttore generale, ricordando che il melanoma non deve essere rimosso ambulatorialmente ma in una struttura adeguata.

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