Nasce il comitato per la donazione del sangue cordonale

Ematologia | Redazione DottNet | 28/06/2010 13:57

"Solo due paesi, l'Italia e la Francia, sono rimasti a difendere il corpo umano, a cominciare dal sangue cordonale, dalla 'deriva mercantile'".  Lo ha dichiarato Licinio Contu, genetista e presidente della federazione italiana Adoces che al Sanit-Forum internazionale della salute di Roma ha promosso la conferenza "La donazione di sangue cordonale oggi. Italia e Francia insieme per una strategia europea condivisa". Nell'ambito dell'incontro si sono gettate le basi per la costituzione di un comitato italo-francese per promuovere la donazione del sangue cordonale a livello europeo, contrastando il flusso di sacche verso le banche private estere per l'utilizzo autologo (in base ai dati ufficiali oggi sono circa 45mila e mai una di queste sacche è stata utilizzata per un trapianto) che Contu ha definito una "grande escroquerie".

L'organismo elaborerà una strategia da sottoporre al Parlamento Europeo per indirizzare un intervento condiviso nei paesi che ne fanno parte. Italia e Francia sono infatti gli unici due paesi in Europa a non consentire l'apertura sul proprio territorio di banche private: a rappresentare il nostro paese Licinio Contu, Alberto Bosi (presidente Gitmo-gruppo italiano trapianto midollo osseo), Nicoletta Sacchi (direttore del registro Ibmdr-registro italiano donatori midollo osseo presso gli ospedali Galliera di Genova) e Marzia Filippetti, mentre per la Francia era presente Noel Milpied, presidente della Societè française de greffe de moelle et de the'rapie cellulaire. "Il comitato nascente - ha affermato Milpied - permette alla Francia di fare rete e di conoscere l'esistenza di un approccio in tema di sangue cordonale analogo al nostro, quello italiano". In Francia esistono otto banche pubbliche per la raccolta solidale del sangue cordonale ed è previsto un aumento del numero per poter coprire più omogeneamente il territorio nazionale, così com'è in previsione l'incremento delle maternità affiliate alle banche mentre non e' consentita l'esportazione per uso autologo (possibile invece in Italia). Attualmente le donazioni conservate nelle strutture pubbliche francesi sono circa diecimila e si stima che con gli interventi previsti si giungerà a 30mila. Prima di introdurre il nascente comitato, Bosi, trapiantologo, ha sottolineato: "Se non si riesce a mantenere forte la donazione del sangue cordonale si rischia di far fallire tutto il sistema dei trapianti per mancanza di sacche. Anche perché si deve tener presente che il sangue cordonale oggi non viene più utilizzato solo per i bambini, ma anche per gli adulti". Il comitato opererà attraverso cinque componenti (medico-scientifica, etico-legislativa, tecnico-operativa, promozionale-informativa - volontariato -, organizzativa per le relazioni esterne, e preparerà un appello a governo e Parlamento italiani e francesi per il rispetto del principio di gratuità e solidarietà di qualsiasi tipo di tessuto umano per uso terapeutico e con la preparazione di un'audizione al Parlamento Europeo in autunno. La tematica del sangue cordonale ha generato molte aspettative, soprattutto nei malati.

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