Ospedali sempre più a misura di donna. Migliora la situazione per le cure palliative

| 30/06/2010 15:17

Ospedali sempre più a misura di donna. Sono 122 in tutta Italia le nuove strutture che hanno ricevuto nel 2010 il 'bollino rosa' che certifica l'attenzione degli ospedali alle esigenze delle donne. L'iniziativa, presentata al ministero della Salute insieme al sottosegretario Francesca Martini, è promossa da O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) ed è alla sua quarta edizione. Quest'anno, spiega Francesca Merzagora, presidente dell'Osservatorio, sono arrivate 132 candidature e tra le vincitrici oltre 100 hanno ricevuto più di un bollino. In particolare, a 51 ospedali sono stati assegnati 3 bollini, altri 51 hanno ricevuto 2 bollini, 20 un bollino. A candidarsi soprattutto le strutture del Nord, il 69%, il 17% delle richieste di valutazione arriva dal Centro e dal Sud il 13. L'89% delle candidature, poi, è di ospedali pubblici, l'11 per cento di strutture private accreditate.

 Ma il bando è aperto anche agli ospedali di lingua italiana all'estero (1% le domande). Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le Regioni con il maggior numero di ospedali premiati. E 36 strutture si sono ricandidate per ottenere più bollini rispetto al 2009. 'Solo la Val d'Aosta - osserva Merzagora - non si è mai candidata'. I bollini 2010 saranno validi fino alla fine del prossimo anno, perché l'Osservatorio rivedrà i criteri di assegnazione della certificazione, 'aggiungendo ad esempio - ha detto Merzagora - un nuovo bollino per le strutture che hanno una unità senologica certificata a livello europeo'. In queste strutture il dolore per la donna non è più un tabù. Qui la situazione è in grande miglioramento, soprattutto dopo l'approvazione della legge sulle cure palliative lo scorso 15 marzo, e la maggioranza dei reparti ospedalieri in queste strutture è particolarmente attenta alla cura del dolore al femminile: nell'85% la valutazione del dolore è una routine, in otto ospedali su dieci esiste un programma organico di terapia antalgica, in sei su dieci si trova personale dedicato alla gestione e alla prevenzione del dolore. Si sentono ancora alcune differenze geografiche: le terapie antalgiche sono praticate dall'80% degli ospedali del nord-est contro il 60% delle strutture del sud, dove i comitati 'Ospedale senza dolore' sono presenti solo in un caso su due. 'Il dolore annienta, abbruttisce, annulla e spezza la volontà della persona - afferma la presidente di O.N.Da, Francesca Merzagora -. Il dolore cronico resta ancora oggi un male invisibile e spesso non riconosciuto, che colpisce circa 12 milioni di donne solo in Occidente. La legge approvata a marzo consente finalmente a tutti i clinici di somministrare farmaci antidolorifici ed oppioidi senza l'utilizzo del ricettario speciale. Ora però è fondamentale che le terapie vengano diffuse. I mezzi per farlo esistono e il nostro impegno sta proprio nel diffondere la conoscenza di queste terapie. Non è un caso - continua la presidente- se la cura del dolore è divenuta una caratteristica indispensabile per ottenere il punteggio massimo nelle nostre valutazioni. In futuro saremo ancora più esigenti, e nel bando 2011 la cura del dolore sarà un elemento indispensabile per entrare a far parte della nostra guida. Proseguirà inoltre lo sforzo dell'Osservatorio per sensibilizzare le Regioni ad applicare la Legge, che da sola non basta, garantendo adeguati finanziamenti per sviluppare programmi di cure antidolore e palliative. I risultati nei 'nostri' ospedali sono comunque confortanti'. Sono soprattutto i medici dei reparti maternità a ritenere che le donne abbiano bisogno di una particolare attenzione per la gestione del dolore: in un reparto di ostetricia su tre vengono infatti promossi incontri fra le donne per valorizzare e condividere le loro esperienze. Per la terapia del dolore vengono scelti soprattutto i farmaci, antinfiammatori od oppioidi. Le cure non convenzionali, come ipnosi o agopuntura, vengono praticate in circa il 15% dei reparti ospedalieri, con l'eccezione dell'ostetricia dove vengono impiegate in una donna su due. La terapia psicologica di supporto è offerta dal 50% dei reparti, con punte dell'80% in oncologia. 'Questo dato - precisa Francesca Merzagora - segnala, assieme alle altre terapie cosiddette non convenzionali, che esiste un'attenzione particolare al dolore femminile: molti ospedali stanno cercando di offrire alle pazienti un numero sempre maggiore di strumenti per la gestione del dolore, così da sostenerle in modo completo e non solo settoriale'.

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