Dalla Cgil sanità: la manovra non tocca aumenti ed arretrati del contratto 2008-2009

Professione | Redazione DottNet | 01/07/2010 15:13

La Cgil medici fa chiarezza su alcuni punti della manovra: “Qualche controparte (Assessori alla salute e Direttori Generali di Aziende n.d.r.) va strutturando un filone di ragionamento, del tutto infondato, che riguarderebbe l'applicazione del comma 4 dell'articolo 9 del Decreto legge 78/2010 – dicono al sindacato - .  Tale comma indica nel 3,2 % il limite entro il quale i contratti e gli accordi, anche quelli stipulati prima della data di entrata in vigore del decreto 78, possono determinare aumenti retributivi per il personale afferente ai vari comparti di contrattazione per il biennio 2008/2009”.

 “Lo stesso articolo – aggiungono alla Cgil -, proprio perché si riferisce ai contratti e agli accordi collettivi, non già certamente alle singole retribuzioni, definisce inefficaci le eventuali clausole difformi contenute nei CCNL sottoscritti. Sembra evidente, allora, che una lettura "normale" del comma 4 dell'articolo 9 porti a considerare " a rischio", la quota parte aggiuntiva dello 0,8%”.

“Non possono invece essere attivati meccanismi – precisano alla Cgil -, alquanto strampalati, che provano a verificare la corrispondenza degli aumenti retributivi al limite fissato del 3,2%, sulle singole retribuzioni, prefigurando tagli della quota eventualmente eccedente. Non sono le singole retribuzioni a non dover superare (per il biennio 2008/2009) il limite del 3,2% ma i contratti e/o gli accordi.  Sono da denunciare e respingere, quindi, eventuali tentativi di applicare in maniera così mostruosamente distorta la previsione dell'articolo 9 comma 4 del Decreto; tentativi che, per essere più realisti del re, si spingerebbero addirittura in una scomposizione delle singole voci stipendiali, calcolandone singolarmente la percentuale di aumento nell'ultimo biennio”.

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