Lettera aperta dei medici: la manovra ucciderà il servizio pubblico. Aiutateci a difenderlo

Silvio Campione | 05/07/2010 16:47

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Appello dei medici ai cittadini: "aiutateci a difendere il diritto alla tutela della salute. Il Servizio sanitario nazionale sta infatti per essere travolto da una serie di provvedimenti che metteranno a rischio i servizi oggi garantiti, con pesanti effetti sulla vita delle persone". E' quanto scrivono i sindacati della dirigenza medica del Ssn in una lettera aperta agli italiani, scritta per metterli in guardia dai pericoli e dalle ricadute che la manovra economica avrà sulla sanità pubblica. "La manovra - recita la lettera, pubblicata sul sito web della Cimo-Asmd - taglierà i trasferimenti economici dallo Stato alle Regioni e ai Comuni e di conseguenza ridurrà le prestazioni nei settori della disabilità, della salute mentale e degli anziani fragili; condizionerà negativamente anche i servizi sanitari ospedalieri e territoriali e scompariranno le politiche della prevenzione".

E ancora. "La manovra porterà al licenziamento di migliaia di medici precari impegnati nei settori dell'emergenza e al pensionamento di 30 mila medici e dirigenti sanitari con l'impossibilità di assicurare la continuità assistenziale e l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza a causa della riduzione dei posti letto e delle sedute operatorie e comporterà l'allungamento delle liste di attesa anche per le prestazioni radiologiche di alta tecnologia. Il risultato finale sarà la riduzione della qualità e della quantità delle prestazioni erogate ai cittadini italiani". Per i medici del servizio pubblico, "con questi presupposti si rischia di avere diritti diversi a seconda delle condizioni economiche delle Regioni nelle quali si vive e di essere privati del Ssn, quale presidio fondamentale della tutela della salute: un diritto costituzionale che deve essere riconosciuto a tutti senza distinzioni di censo. Chi può contare su adeguate condizioni economiche - sottolineano - si rivolgerà al privato, ma chi vive in condizioni economiche disagiate o del proprio stipendio di dipendente o di una modesta pensione si dovrà mettere in fila". I camici bianchi lanciano quindi un Sos. "Chiediamo a te, caro cittadino - scrivono - di aiutarci a difendere i tuoi diritti a tutela della salute su tutto il territorio nazionale. Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del servizio sanitario pubblico di operare per escluderlo dai tagli previsti dalla manovra economica". La lettera è firmata da Anaao Assomed; Cimo-Asmd; Aaroi-Emac; Fp Cgil medici; Fvm; Fassid; Fesmed; Anpo-Ascoti; Fials medici; Sds Snabi; Aupi; Sinafo; Fedir sanità; Sidirss.