Ministero, si va verso una proroga per la spedizione dei certificati. Milillo conferma. Fonti autorevoli parlano di fine anno o 2011. Testa (Snami): la parte pubblica sbaglia interlocutore. Penalizzate le regioni che non consegneranno i Pin

Sindacato | Silvio Campione | 06/07/2010 22:29

Abbiamo interpellato il ministero per l’Innovazione sull’eventualità di uno slittamento dei termini di obbligatorietà dell’entrata in vigore della legge sulla spedizione dei certificati on line. La risposta istituzionale è stata inequivocabile: “La circolare parla chiaro – ci hanno detto -. Se al termine del periodo di prova non ci saranno gli estremi per rendere effettiva la norma, si andrà incontro ad uno slittamento dei termini”. Ovvero: “Sappiamo come stanno le cose e quasi certamente non sarà possibile rispettare la data del 19 luglio come termine ultimo del periodo di collaudo”.

Una tesi che sposa anche Milillo della Fimmg: “Il sistema dei certificati di malattia online non partirà a regime con la scadenza del collaudo, prevista intorno al 19 luglio”. "Il ministero dell'Innovazione valuta se dare una nuova scadenza o  continuare il collaudo – conferma Milillo -. In ogni caso" anche dopo metà luglio "si continuerà con il cartaceo, perchè ci sono problemi da affinare". Problemi tecnici, ma anche "speculazioni" sui software avrebbero rallentato "un percorso ormai avviato. Che - conclude Milillo - bisogna perseguire". Si parla di fine anno o 2011 per l'avvio definitivo. Lo Snami invoca il buon senso con il presidente Angelo Testa che si dice fortemente critico nei confronti della certificazione on-line in particolare nella sostanza dei fatti.  “Da mesi chiedo di essere ascoltato, dice Testa, senza riuscire a convincere che saremmo arrivati alla situazione odierna, che non assomiglia per nulla a quello che tanti saggi pensavano di ottenere”. “Ribadisco - continua Testa - lo SNAMI non è contro l’informatizzazione, è contro la superficialità ed il pressappochismo. Sono diversi mesi che preannunciamo che le strutture messe in campo non avrebbero potuto sostenere un carico così pesante. Inoltre vi sono regioni che ancora oggi non hanno neanche iniziato le procedure per adeguarsi alla legge e quelle che lo hanno fatto sono in grandi difficoltà. Giocoforza è necessaria una lunga proroga, dove SNAMI continua ad offrire il proprio contributo alla risoluzione delle criticità. Ma se la Parte Pubblica continua a sbagliare interlocutore, abbiamo il triste sospetto che l’on-line per la certificazione non vedrà mai la luce”.  Conclude il Presidente dello SNAMI Testa: “Tra le tante criticità, ne accenniamo alcune: l’obbligo della certificazione on-line da parte di tutti i medici, dipendenti e convenzionati, non si è considerato l’ulteriore carico burocratico piovuto sul medico che non è un impiegato, non si è tenuto conto dei macroscopici rilievi di ordine medico legale, non si è tenuto conto di un onere aggiuntivo al medico e non retribuito e tante altre che da mesi andiamo rilevando e denunciando. A questo punto SNAMI chiede al Ministro non solo di prorogare i termini dell’obbligatorietà dell’entrata in vigore della legge, ma addirittura di riveder tutto l’impianto per semplificare le cose e non per complicarle”.  Si è tenuta, intanto, lunedì sera presso il ministero della Salute una riunione per fare il punto sullo stato di attuazione della nuova procedura di trasmissione telematica dei certificati di malattia dei dipendenti pubblici e privati. Oltre al ministero della Salute, hanno partecipato all'incontro rappresentanti sia di altre amministrazioni centrali competenti (ministero dell'Economia e ministero della Pubblica amministrazione e dell'Innovazione), sia delle Regioni e Province autonome. Nel corso della riunione - dicono dal ministero della Pubblica amministrazione e dell'Innovazione - sono state affrontate una serie di problematiche di ordine tecnico, le cui soluzioni, già individuate durante l'incontro, saranno attuate nei prossimi giorni. Le amministrazioni centrali hanno inoltre ribadito che la piena realizzazione da parte delle singole Regioni di quanto previsto in materia di trasmissione online dei certificati di malattia costituisce elemento pregiudiziale per il conseguimento della premialità prevista dalla normativa vigente.

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