Certificati online: il ministero studia nuove soluzioni per affrontare il rinvio

Silvio Campione | 07/07/2010 16:23

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Per ora tutto tace: dopo le notizie di ieri, quando Milillo, segretario della Fimmg, ha chiaramente ammesso che le scadenze per l’invio dei certificati sarebbero state rinviate, dal ministero non trapela nulla. Bocche cucite, dunque, in attesa di capire le intenzioni di Palazzo Vidoni – dove il pool di tecnici sta mettendo a punto una strategia per salvare la faccia in caso di lunghi rinvii - su una situazione che sta assumendo toni kafkiani. Stando ad alcune indiscrezioni che abbiamo raccolto tra gli addetti ai lavori, il sistema – che, detto per inciso, resterà – potrà avviarsi a fine anno, se non nei primi mesi del 2011. E solo quando saranno davvero risolte tutte le criticità.

 A cominciare proprio dai medici, in prima fila a dover affrontare un provvedimento che, se sulla carta presenta alcuni aspetti positivi, ha a fronte una serie di difficoltà irrisolte. Per esempio, appare evidente che la stragrande maggioranza degli ambulatori italiani non sono ancora pronti per il cambiamento, così come ipotizza(va) Brunetta. A cominciare dalla dotazione informatica che deve essere in gradi di inviare centinaia di certificati al giorni (che, moltiplicati per il numero di medici di MMG italiani, dà idea della mole di lavoro che devono affrontare i server di Sogei e Inps). Ma il dato più inquietante arriva dalle Asl e dalle regioni, alcune delle quali non sanno neppure che cosa sono i Pin. Eppure alla fine l’inosservanza dell’obbligo sarebbe ricaduta sui medici inadempienti. Tra l’altro lascia interdetti la circolare inviata dal ministero per l’Innovazione alle regioni: “Le amministrazioni centrali hanno ribadito che la piena realizzazione da parte delle singole Regioni di quanto previsto in materia di trasmissione online dei certificati di malattia costituisce elemento pregiudiziale per il conseguimento della premialità prevista dalla normativa vigente”. Ovvero se le regioni non rilasciano immediatamente i Pin come imposto rischiano di restare fuori dai bonus statali. Staremo a vedere. Certo, se si confermerà il rinvio delle trasmissioni telematiche dei certificati, si apre anche un altro fronte: chi è pronto con il sistema informatico che cosa dovrà fare? Tornerà al vecchio blocchetto cartaceo oppure si andrà avanti con due modalità?